Leucemia linfatica cronica, svolta AbbVie verso regime chemio-free
Primo segnale verde a una terapia presentata in Europa come una possibile svolta contro la leucemia linfatica cronica (Llc), la più frequente da noi, con tremila nuove diagnosi all'anno solo in Italia. L'americana AbbVie annuncia il parere positivo del Chmp dell'Agenzia europea del farmaco per la nuova combinazione di Venclyxto (venetoclax compresse) e rituximab come trattamento a durata fissa dei pazienti affetti da forme di leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria che hanno ricevuto almeno una terapia precedente.
L'ok del Comitato per i medicinali dell'Ema costituisce una raccomandazione scientifica per il rilascio di autorizzazione all'immissione in commercio da parte della Commissione europea. Lo studio clinico di fase III Murano ha valutato l'efficacia e la sicurezza di venetoclax in combinazione con rituximab rispetto a bendamustina in combinazione con rituximab.
"Per la prima volta nella storia della Llc si prospetta la possibilità di interrompere il trattamento dopo 2 anni, per riprenderlo solo se necessario con ottime probabilità che possa ancora funzionare".
Murano, spiega in una nota Robin Foà, direttore del Centro di ematologia del Policlinico Umberto I, università di Roma, La Sapienza, "ha dimostrato come venetoclax utilizzato insieme all'immunoterapico rituximab sia significativamente più efficace rispetto al classico schema di chemio-immunoterapia bendamustina più rituximab per pazienti con lecemia linfatica cronica recidivanti o refrattari. Tale associazione permette di aumentare il numero di remissioni complete e il tasso di risposta complessivo, prolungando il tempo di sopravvivenza libero da malattia in tutte le categorie di pazienti, anche quelli con caratteristiche biologiche sfavorevoli. In conclusione, i risultati dello studio dimostrano come un regime chemio-free sortisca risultati migliori della chemio-immunoterapia convenzionale".
Alessandro Malpelo
QN Quotidiano Nazionale
Salute
