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Cuore spezzato, la donna soffre più dell’uomo

Ma quanto soffre e quanto fa soffrire, il cuore delle donne. Le malattie di cuore e arterie sono la prima causa di inconvenienti femminili sopra i cinquant'anni, un tema che si inquadra nella ricorrenza della Giornata Mondiale del Cuore.

La sindrome di tako-tsubo, più nota come sindrome del cuore spezzato (detta anche crepacuore, cuore infranto o cardiomiopatia da stress) è un’entità clinica che si sviluppa in seguito a una delusione, un forte dispiacere, e si manifesta con i segnali tipici dell'infarto.

Anche l’elettrocardiogramma e i valori degli enzimi cardiaci risultano alterati, ma quando andiamo a vedere le coronarie non si evidenzia nessuna ostruzione: è l'effetto di una forte emozione, o un dolore lacerante, un lutto, un grande spavento, che porta il cuore a soffrire. Questa sindrome misteriosa e al tempo stesso facilmente comprensibile colpisce le donne, dicono le statistiche, nove volte di più degli uomini.

"Le donne in generale, e quelle in menopausa, in particolare, sono più vulnerabili, e anche più ansiose" - afferma Alessandra Gorini, responsabile dell’Unità di Psicocardiologia del Centro Cardiologico Monzino di Milano. "Tali disturbi costituiscono a loro volta fattori di rischio depressione, come emerge anche dai programmi di screening cardiovascolare".

Accanto ai fattori affettivi e psicologici esistono i fattori organici, ormonali e ambientali, di cui tenere conto per la salute del cuore. «Le cifre contraddicono il concetto diffuso secondo cui le donne sono protette nei confronti delle malattie cardiovascolari. Questo è vero durante il periodo fertile della vita della donna, ma questa protezione scompare dopo la menopausa, quando gli ormoni femminili, gli estrogeni, vengono meno» - dichiara Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano. «Osserviamo così che le donne sviluppano malattie cardiovascolari con dieci anni di ritardo rispetto agli uomini, ma quando arrivano le conseguenze sono gravi».

Per contrastare questi trend la donna può fare molto. Oggi sappiamo che, oltre ai fattori di rischio comuni a tutti, come ipertensione, colesterolo, fumo, diabete, obesità, la donna ne ha di specifici, conoscere questi aspetti può fare la differenza e permette di cautelarsi.

Esistono poi fattori di rischio esclusivamente femminili. Parliamo di problemi ginecologici come l’ovaio policistico, il diabete gestazionale, i parti pretermine, abortività in gravidanza, trattamenti chemio per tumori femminili, malattie infiammatorie, autoimmuni, disfunzioni endocrine della tiroide, osteoporosi. In tutto questo, come dicevamo all'inizio, non va dimenticata la mente, che con la salute del cuore ha un legame profondo, specialmente nelle donne.

Alessandro Malpelo

QN Quotidiano Nazionale

Salute

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