Stomia, affrontare il cambiamento per vivere senza limitazioni
In Italia più di 75.000 persone convivono con una stomia, una novità che modifica le normali abitudini. Dietro ogni numero, però, c’è una storia di vita, di adattamento, di rinascita. La stomia è spesso una scelta obbligata, l'esito di una battaglia contro malattie infiammatorie croniche dell'intestino, traumi, tumori digestivi o pelvici. Ma cosa significa davvero per una persona affrontare questo cambiamento?
Parlare di stomia significa affrontare una realtà che va oltre la mera descrizione chirurgica. È l’inizio di un nuovo percorso fatto di conquiste e di coraggio. Occorre riorganizzare la quotidianità, imparare una routine, adattarsi psicologicamente a gestire un’apertura chirurgica creata nella parete addominale per consentire l’eliminazione dei sottoprodotti digestivi e metabolici quando il normale percorso intestinale, o urinario, è compromesso. La stomia può essere temporanea o permanente, e richiede dispositivi igienici specifici. Chi deve prendere confidenza con le manovre legate alla gestione quotidiana spesso prova emozioni contrastanti: sollievo per aver superato una condizione clinica legata alla malattia, che impediva una corretta canalizzazione (ora ripristinata per altra via), ma anche incertezza di fronte alla nuova normalità. Questo aspetto è cruciale e richiede un supporto multidisciplinare: chirurghi, infermieri stomaterapisti, psicologi e associazioni di pazienti lavorano insieme per accompagnare la persona in questo percorso.
La qualità della vita delle persone dipende non solo dall’evoluzione delle tecnologie, ma anche dalla possibilità di ricevere informazioni, assistenza e sostegno adeguati. Il dialogo aperto con gli operatori sanitari, l’accesso a prodotti sempre innovativi e la sensibilizzazione della nostra società fanno la differenza. In Italia il numero di pazienti stomizzati è in costante aumento. L'attenzione ai dettagli clinici, ma anche ai risvolti psicologici e sociali, è diventata un obiettivo fondamentale per rendere il percorso post-operatorio meno traumatico e più funzionale. Grazie all’evoluzione delle tecnologie e alla crescente sensibilizzazione, oggi sempre più persone riescono a riprendere le proprie attività quotidiane, lo sport, il lavoro e la socialità senza limitazioni.
L’impegno di Convatec: dall’innovazione alla formazione
Se convivere con un varco chirurgico aperto è un percorso complesso, è fondamentale avere al fianco realtà che si impegnano a migliorare concretamente la qualità della vita delle persone alle prese con qualche problema. Convatec ha assunto questo impegno sviluppando un approccio innovativo basato sulla formazione, il supporto e la collaborazione multidisciplinare.
10+1 Action Point: un impegno che si rinnova. Lo scorso anno, Convatec ha delineato dieci punti chiave, più uno, per affrontare le necessità delle persone stomizzate. Oggi, a distanza di un anno, questi punti si sono rivelati progetti concreti: dall’educazione sanitaria alla creazione di reti di supporto, fino alla ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più avanzate. “Abbiamo già raggiunto traguardi significativi - ha affermato Claudia Chinelli, managing director Convatec Italia - e il nostro obiettivo resta quello di continuare a migliorare il percorso di ogni persona interessata, rafforzando il dialogo con tutti gli stakeholder coinvolti, investendo nella preparazione dei professionisti che operano nel settore. Convatec Academy ha organizzato oltre 30 corsi in presenza, formando più di 500 infermieri e stomaterapisti, e ha raggiunto oltre mille partecipanti tramite webinar.
L’approccio non si limita ai contenuti tradizionali, ma esplora tematiche poco trattate, come la sessualità e l’impatto psicologico della stomia. Inoltre, la collaborazione con università e centri di ricerca ha favorito la diffusione di questa specializzazione tra gli studenti di infermieristica, garantendo una maggiore consapevolezza già in fase di formazione accademica. Tra le iniziative chiave vi è il servizio Convatec Me Plus (Convatec me+), una risorsa e una app, pensata per offrire assistenza concreta alle persone stomizzate e ai loro caregiver. Attraverso questo servizio, i pazienti possono ricevere campioni gratuiti per la prova, aiuto nella gestione delle pratiche burocratiche, consigli nutrizionali e indicazioni sulla cura della stomia. L’obiettivo è creare un ecosistema di supporto che renda la transizione verso la nuova realtà meno difficoltosa e più serena.
In parallelo, il progetto Virtual Ippocrate Peer to Peer Sharing (VIPPS) ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra chirurghi e stomaterapisti di cinque ospedali, che hanno condiviso best practice davanti a una platea di operatori sanitari. Eventi di questo tipo rafforzano il dialogo multidisciplinare e contribuiscono a migliorare l’assistenza ai pazienti in maniera significativa.
Il progresso nella gestione della stomia passa anche dalla collaborazione tra settore pubblico e privato. Convatec ha avviato nuove modalità di distribuzione domiciliare, permettendo ai pazienti di ricevere direttamente a casa i dispositivi necessari per gestire la propria condizione, riducendo le difficoltà logistiche e migliorando l’accessibilità alle cure. Parallelamente, l’azienda continua a investire nell’evoluzione tecnologica con nuovi studi, tra cui il progetto SACS Evolution, un modello di classificazione delle lesioni peristomali pensato per rendere il paziente più consapevole e autonomo nella gestione della propria salute. Questa scala, che introduce il concetto di cute sana, rappresenta un passo avanti nel controllo della condizione peristomale.
Prospettive per un domani più inclusivo
Se negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante nella gestione della stomia, il futuro offre ancora margini di miglioramento. L’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica stanno aprendo nuovi scenari, mentre la sensibilizzazione diventa cruciale per garantire un’integrazione piena e consapevole delle persone stomizzate nella società. Uno dei progetti più innovativi, presentati nel corso di una conferenza stampa promossa a Roma da Motore Sanità, è la SACS Evolution, una scala pensata per aiutare il paziente a monitorare autonomamente la condizione della cute peristomale, promuovendo una gestione più consapevole. Questo strumento rappresenta un’evoluzione importante nell’ottica di rendere il paziente protagonista del proprio percorso di cura, riducendo complicanze e migliorando il controllo sulla propria salute. Non basta migliorare gli strumenti clinici: è fondamentale modificare la percezione culturale della stomia. Ancora oggi molte persone stomizzate si scontrano con pregiudizi e difficoltà nel reinserimento sociale. Per questo, Convatec ha riproposto la campagna “Io non sono la mia stomia!”, un progetto di sensibilizzazione nato per dare voce alle esperienze di pazienti e operatori sanitari.
Link alle videointerviste
>> 10+1 impegni per gestire la stomia <<
Attraverso la condivisione di oltre 3000 storie, la campagna ha contribuito a diffondere una consapevolezza nuova, ribadendo che la stomia non definisce l’identità di chi la porta. Il lavoro degli Ambassador, pazienti preparati che offrono testimonianze e supporto, è un altro pilastro fondamentale: il loro contributo aiuta altre persone stomizzate a gestire la propria condizione con maggiore sicurezza e fiducia.
Dunque, Convatec ha già tagliato numerosi traguardi con i 10+1 Action Point, ma l’obiettivo resta quello di migliorare costantemente le opportunità offerte alle persone stomizzate. La strada intrapresa è quella giusta, e il cammino non si ferma qui. Il dialogo tra istituzioni, associazioni e operatori sanitari deve continuare per garantire che ogni paziente possa vivere una vita piena, senza ostacoli o barriere. L’impegno per il futuro è deciso: investire in tecnologia, formazione e sensibilizzazione, per garantire un domani dove la stomia non sia più percepita come un limite, ma come una condizione da gestire con serenità e consapevolezza.
