Ricordo di Goliarda Sapienza
VEDI I VIDEO Rimani , Altre due poesie , Su Ancestrale , Intervista a Goliarda Sapienza , Dacia Maraini ricorda la scrittrice e parla del romanzo L'arte della gioia
4 settembre 2026 – Ricordando l'anniversario della morte di Goliarda Sapienza (Gaeta, 30 agosto 1996).
Direttamente dalla Rete: "Goliarda Sapienza è stata una scrittrice, attrice e partigiana italiana. Durante l'occupazione nazista di Roma è stata sottotenente della 'Brigata Vespri'. È ricordata per la sua personalità poliedrica e complessa e per il successo del suo romanzo postumo L'arte della gioia che la pone tra le scrittrici italiane più significative del secondo Novecento. La raccolta di poesia Ancestrale, Einaudi, 2025 (in precedenza pubblicata nel 2013 da La vita felice) raccoglie le sue prime prove letterarie: versi spogli, intimi che parlano di vita, di dolore e di felicità mai raggiunta. Come si legge nella quarta di copertina: 'Una poesia asciutta, a tratti aspra, che non ama gli aggettivi e predilige verbi all'infinito, quasi a rendere eterni emozioni e sentimenti'. Il libro è corredato da un saggio di Angelo Pellegrino e da una postfazione di Maria Grazia Calandrone".
È stata autrice, oltre che di romanzi e racconti, di testi teatrali e soggetti cinematografici. Molto interessanti, editi postumi, anche i suoi taccuini e le sue lettere. Un bel ritratto di Goliarda Sapienza è quello offertoci dall'articolata, appassionata e intellignte conferenza di Dacia Maraini presente tra i video del post.
Marco Marchi
Quattro poesie
Separare congiungere
spargere all'aria
racchiudere nel pugno
trattenere
fra le labbra il sapore
dividere
i secondi dai minuti
discernere nel cadere
della sera
questa sera da ieri
da domani.
*
Sapere che tu esisti
parli, li muovi
fra visi estranei
ammucchiati alle pareti
fra grappoli di mani
ammonticchiati
sui tavoli di latta dei caffè.
Sapere che tu esisti
che ti muovi
ordinando gli oggetti
con gesto lento
scansando
cauto il vuoto che ti preme
alle dita. Sapere
questo, sapere
che ti volgi senza parlare
al mio passare.
Sapere
questo mi spinge a ricercare
tra il fragore di denti scoperchiati
la pausa del tuo viso.
*
Ancora la memoria m'ha destata
la notte intorno a me giace in spirali
s'insinua fra i cuscini chiude gli specchi
con scialli neri. Lontano
il giorno tradisce.
*
Non andare rimani
l’aria si gela intorno
alle mie mani
S’incrinano gli specchi
Nei tuoi occhi
l’azzurro ha vuoti d’acciaio.
Alle tue spalle
un’altra attesa
spalanca i corridoi.
E non ho forza
di percorrerli ancora
non ho forza
di strisciare carponi
lungo i muri.
Goliarda Sapienza
(da Ancestrale, Einaudi, 2025)
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