La pietra e il legno. Osip Mandel’štam
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Firenze, 17 maggio 2026 – Un poeta russo grande, grandissimo: Osip Mandel'štam. Dopo avere inizialmente aderito al bolscevismo, Mandel'štam, seguendo le sue tendenze anticonformiste, poeticamente funzionali e qualificanti, criticò il sistema staliniano, fino alla pubblicazione nel novembre del 1933 del celebre Epigramma di Stalin. Questo gli procurò sei mesi dopo un arresto e un invio al confino sugli Urali, pena poi commutata in un soggiorno a Voronež.
Nuovamente arrestato fu condannato ai lavori forzati e trasferito in Siberia, nel gulag di Vtoraja rečka, un campo di transito presso Vladivostok, dove morì. Gli sono sopravvissute, grazie alla moglie, poesie straordinarie: poesie straordinarie, unanimemente riconosciute come tali, che fanno di lui uno dei più importanti poeti del Novecento internazionale. Buona lettura e buoni ascolti!
Marco Marchi
Un fuoco sbanda
Un fuoco sbanda
la mia vita rinsecchita,
e ho messo da parte ormai la pietra,
decidendo di ispirarmi al legno.
E’ rustico e leggero:
dal tronco affiorano nel cuore
il tenero midollo
e i duri remi del pescatore.
Avanti, a lavorare pali,
e voi, bastoni, pensate a rivelare
il ligneo paradiso
di oggetti inaspettati.
Уничтожает пламень
Уничтожает пламень
Сухую жизнь мою,
И ныне я не камень,
Я дерево пою.
Оно легко и грубо,
Из одного куска
И сердцевина дуба,
И весла рыбака.
Bбивайте крепче сваи,
Стучите, молотки,
О деревянном рае,
Где вещи так легки.
Osip Mandel'štam
(1915; da La Pietra, seconda edizione 1916)
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