Notizie di poesia

Auguri a Milo De Angelis

VEDI I VIDEO "Ti ritrovo alla stazione di Greco" letta da Milo De Angelis , "In carcere bisogna parlare" , Da "Che cos’è la poesia?" , "Vedremo domenica" , Milo De Angelis legge suoi testi da Linea intera, linea spezzata al Premio Betocchi 2021

Firenze, 6 giugno 2026 – Ricorre oggi il compleanno di Milo De Angelis, classe 1951, nato a Milano. “La scrittura poetica è per De Angelis – come notò molti anni fa un critico rimasto affascinato da quel laboratorio espressivo particolarissimo – dettatura, voce che per essere ascoltata impone l'accettazione di un “io” spoliato e ferito al centro di una concezione fatalistica di tipo eschileo”. Le nozioni di totalità e di rilevato principio dell’amore instauravano già in altri termini, nell’iniziale Milo De Angelis – quello di Somiglianze e soprattutto quello di Millimetri e Terra del viso, libri dei primi novecenteschi anni Ottanta –, una feconda dialettica distanza-inveramento giocata tra passato e presente, tra ciò che è già stato e risulta irrevocabilmente, esemplarmente dato una volte per tutte e trascorrere del reale, mito fattosi distensione leggendaria e, insieme, puntuale compimento dell’istante.

Un contrasto agonico che già pregiudicava l’evidenza rappresentativa e la perentorietà del segno di De Angelis, volto su tale strada a un superamento in chiave moderna dell’evocativo e del nostalgico e, parallelamente, degli ormai compromessi filtri tradizionali della memoria, a favore di una sorta di indomita presa diretta del reale fattasi parola, in cui il tragico, senza inutili infingimenti o indulgenze, si imponeva con i suoi grandi temi oscuri della malattia e della morte, non esenti tuttavia da aperture in cui l’ossessione luminosamente produceva evocazioni paghe di sé, soste estatiche, apparizioni della speranza.

Sono sommari rilevamenti di forme d’imprinting ispirativo e forme di fedeltà a esso che ancor oggi, dopo tanti anni, possono valere ad introdurci nell'universo poetico dell'autore: un universo che si irradia in un ampio, perennemente mutante e sempre necessario mosaico testimoniale che ha via via previsto Distante un padre, Biografia sommaria, il bellissimo Tema dell'addio, la prima raccolta del nuovo millennio, fino a Quell'andarsene nel buio dei cortili del 2010, al notevole Incontri e agguati di cinque anni dopo e all'ultimo, recente e altrettanto notevole, Linea intera, linea spezzata del 2021.

E come non ricordare infine, uscite di recente presso Mondadori, le sue pregevolissime traduzione da Lucrezio e Baudelaire?

Marco Marchi

Ti ritrovo alla stazione di Greco

Ti ritrovo alla stazione di Greco
magro come un rasoio e ulcerato da un chiodo
che tu chiamavi poesia poesia poesia
ed era l’inverno eroico di un tempo
che si oppone alla vita giocoliera… e vorrei
parlarti ma tu ti accucci in un silenzio
ferito, ti fermi sul binario tronco,
fissi il rammendo delle tue dita
con la gola secca di fendimetrazina,
e la palpebra accesa da mille frequenze
mentre la Polfer irrompe nel sonno elettrico
e riduce ogni tuo millimetro all’analisi del sangue…
…vorrei parlarti, mio unico amico, parlare solo a te
che sei entrato nel tremendo e hai camminato
sul filo delle grondaie, nella torsione muscolare
delle cento notti insonni, e ti sei salvato
per un niente… e io adesso ti rifiuto
e ti amo, come si ama un seme fecondo e disperato.

Milo De Angelis

(da Incontri e agguati, Mondadori 2015)

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