Notizie di poesia

Anniversario Campana

VEDI I VIDEO "In un momento" letta da Carmelo Bene , . ..e da Stefano Accorsi (dal film "Un viaggio chiamato amore" di Michele Placido, 2002) , "La Chimera" letta da Carmelo Bene , "Batte botte"

Firenze, 20 agosto 2026 Ricordando che il 20 agosto 1885 nasceva a Marradi il poeta dei Canti Orfici Dino Campana.

In Campana la veggenza si fa erranza, richiamo accondisceso a quegli oscuri luoghi dell’«altrove» di cui un altro grande poeta del primo Novecento, l’autore delle Elegie duinesi Rainer Maria Rilke, ci parla. Analogamente, coerentemente, la poesia dei Canti orfici sarà poesia della notte, e Campana sarà poeta per antonomasia «notturno», espressamente disposto secondo queste modalità e questi connotati di afferenza orfica a certificarsi internamente a un testo a ragione celebre come La Chimera.

Scriveva d'altronde il senese Federigo Tozzi, un antinaturalistico corregionale contemporaneo di Campana, in un suo poema in prosa giovanile del 1908 intitolato Paolo: «V’è un gran segreto dentro di noi. E ci affanniamo invano sull’abisso. Le tenebre prendono i nostri occhi». Di quegli occhi traumaticamente sopraffatti e costretti all’oscurità, di lì a qualche anno Tozzi avrebbe fatto uno dei titoli di romanzo più suggestivi e culturalmente iridescenti del Novecento italiano: Con gli occhi chiusi, un testo sostanzialmente ultimato e solo da rileggere in compagnia della moglie davanti al focolare della casa di Castagneto nel dicembre del 1913, quando Campana, profondamente ferito dalla faciloneria sprezzante di letterati suoi simili, non si dà pace per la perdita del manoscritto del suo Il più lungo giorno affidato a Papini e a Soffici: quando, come per rivincita, la sua poesia, facendosi ancor più esigente e più alta, nei Canti orfici risorge e trionfa.

Sta di fatto che la scrittura di Campana, nascendo da bisogno, richiede propiziazioni, attese e appostamenti, ma anche avanzamenti, drastici cambiamenti di rotta, scatti di rivolta. Come anche in Tozzi avviene, la tensione espressionistica che potentemente sigla la necessità del messaggio letterario non può, servendosi di uno storicizzato linguaggio e di uno storicizzato immaginario, non avvalersi delle risorse della cultura, delle sue consonanze e dei suoi strumenti.

«In fondo – annota Tozzi in un articolo intitolato Le ciancie colla critica –, costruiamo lunghi monologhi; di cui magari si sente la trasparenza ondeggiante, ma tuttavia capace di soffocare. Trasparenza, però insopportabile; e noi scriviamo, appunto, per provare un senso violento di liberazione. / Ma non sempre ci riesce; in questi attacchi della scontentezza, qualche volta illogica, la nostra anima non riesce né meno a trovare quella parola dopo la quale il vero lavoro comincia». Pure in Tozzi, l’«anima» prima di «scrivere una novella o una lirica» s’indugia a «sciorinare tutti i suoi dubbi e le sue ipotesi»; ma poi quei dubbi e quelle ipotesi appaiono come riassorbiti nella scrittura stessa, ne rappresentano anzi un elemento portante, costitutivo, sfogandosi espressionisticamente, alla fine, in violenza linguistica, in sogno ed incubo, in allucinato visionarismo.

Ecco, in un ampliabile viaggio ad occhi chiusi dell’incertezza e del «parere», dell’insoddisfazione e dell’inevitabilità, cui Dino Campana con la sua poesia partecipa, le caleidoscopiche e tutte necessarie potenzialità della scrittura: le versioni alternative di stessi episodi che sono qualcosa di più di «vita rivissuta», la vita che si moltiplica attraverso alter ego contraddittori e contrastanti, i differimenti autobiografici più decentrati e imprevisti, fino all’essenziale, sbaragliante antiumanistico autobiografismo della sofferenza, del degrado, dell’abbandono e della dimenticanza, che fa del mondo intero il «doppio» di chi scrive, con il rimpianto di quella pienezza di significato e di solidi rapporti tra le cose e la nominazione di esse che il Tozzi di Paolo definiva con esemplare, toccante semplicità nient’altro che la «vita apparsa».

È all’altezza di questi snodi della modernità, di queste paragonabili forme di strategia scrittoria che si situa l’esempio di Campana, con i suoi dirompenti Canti orfici volti – come potremmo dire applicando alla sua poesia notazioni avanzate per Tozzi da Giacomo Debenedetti – all’«elaborazione di un modulo nuovo»: un modulo in grado di «esprimere la logica dell’inconscio e le sue spinte centrifughe, i suoi movimenti arazionali e sussultori, i suoi procedimenti simmetrici e paratattici».

È in questi spazi tutt’altro che combacianti con un preteso corto circuito patologia-scrittura che la componente culturale si attesta a presidio della validità stessa di quel messaggio. Ed è ancora in questa prospettiva e secondo questa ineludibile chiave di accesso che ogni valutazione dell’opera di Campana potrà trovare autorizzazione e plausibile riscontro: secondo quel molto dispiegato e molto contrastato ventaglio di possibilità interpretative, magari, che va dalla drastica e paradossale esclusione del poeta di Marradi dal Parnaso novecentesco firmata Umberto Saba alle prospettazioni singolarmente valorizzanti, benché tra loro diversissime, di marca post-ermetica e sanguinetiano-avanguardista.

Marco Marchi

In un momento

Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Dino Campana

(da Inediti)

Seguici anche sulla Pagina Facebook del Premio Letterario Castelfiorentino
e sulla pagina personale https://www.facebook.com/profile.php?id=100012327221127

Adesso anche su https://www.instagram.com/marcomarchi1036

ARCHIVIO POST PRECEDENTI

comments powered by Disqus
Warning: require_once(): Unable to allocate memory for pool. in /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template.php on line 688 Call Stack: 0.0016 638336 1. {main}() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/index.php:0 0.0017 643848 2. require('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-blog-header.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/index.php:17 0.7332 73990656 3. require_once('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template-loader.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-blog-header.php:19 0.7385 74020488 4. include('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/single.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template-loader.php:74 1.3116 74487504 5. get_footer() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/single.php:71 1.3116 74488512 6. locate_template() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/general-template.php:76 1.3116 74488792 7. load_template() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template.php:647
Warning: include(): Unable to allocate memory for pool. in /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/footer.php on line 11 Call Stack: 0.0016 638336 1. {main}() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/index.php:0 0.0017 643848 2. require('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-blog-header.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/index.php:17 0.7332 73990656 3. require_once('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template-loader.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-blog-header.php:19 0.7385 74020488 4. include('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/single.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template-loader.php:74 1.3116 74487504 5. get_footer() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/single.php:71 1.3116 74488512 6. locate_template() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/general-template.php:76 1.3116 74488792 7. load_template() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template.php:647 1.3131 74521336 8. require_once('/www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/themes/QN_NuHP/footer.php') /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/template.php:688
Warning: include_once(): Unable to allocate memory for pool. in /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/plugins/wp-simple-firewall/src/features/base.php on line 261 Call Stack: 1.3383 74416016 1. shutdown_action_hook() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/load.php:0 1.3383 74416160 2. do_action() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/load.php:679 1.3383 74417216 3. WP_Hook->do_action() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/plugin.php:453 1.3383 74417432 4. WP_Hook->apply_filters() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:310 1.3384 74419968 5. call_user_func_array() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:286 1.3384 74420456 6. ICWP_WPSF_Plugin_Controller->onWpShutdown() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:0 1.3385 74421056 7. do_action() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/plugins/wp-simple-firewall/icwp-plugin-controller.php:772 1.3386 74422136 8. WP_Hook->do_action() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/plugin.php:453 1.3386 74422352 9. WP_Hook->apply_filters() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:310 1.3428 74426888 10. call_user_func_array() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:286 1.3428 74427376 11. ICWP_WPSF_FeatureHandler_Ips->action_doFeatureShutdown() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-includes/class-wp-hook.php:0 1.3428 74427376 12. ICWP_WPSF_FeatureHandler_Ips->ensureFeatureEnabled() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/plugins/wp-simple-firewall/src/features/ips.php:399 1.3430 74427376 13. ICWP_WPSF_FeatureHandler_Base->getProcessor() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/plugins/wp-simple-firewall/src/features/ips.php:419 1.3430 74427376 14. ICWP_WPSF_FeatureHandler_Base->loadFeatureProcessor() /www/wordpress/blog.quotidiano.net/wp-content/plugins/wp-simple-firewall/src/features/base.php:354