La trombettina. Corrado Govoni
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Firenze, 21 ottobre 2026 – La maggior parte dei lettori legano il nome di Corrado Govoni al quadro della poesia italiana promonovecentesca: in particolare a quell'incrocio dove anche Aldo Palazzeschi, secondo modalità diverse ma in qualche misura convergenti, si situa, e cioè tra crepuscolarismo e futurismo, tra avanguardia ed antieroica nostalgia di piccole cose e di passato. Si pensi ai calligrammi e alle poesie visive dell'"Inaugurazione della primavera", al "Palombaro" per esempio, che avremo modo di ascoltare e di vedere nel corso di questa giornata in compagnia del ferrarese-romano Corrado Govoni; si pensi a raccolte come l'"Armonia in grigio et in silenzio", le "Rarefazioni" e le "Poesie elettriche".
Ma Govoni è stato anche un autore con un personale, successivo percorso letterario costellato di opere di valore (anche in prosa e drammaturgiche) e componimenti poetici interessanti e di sicura presa come questo, intitolato "In treno": "Un mandorlo fiorito in un giardino, / tra due nere statue mutilate / che guardavan laggiù il mare in burrasca, / mi accompagnò durante tutto il viaggio / con la sua gioia bianca ed odorosa, / traverso le pianure, i monti e le città, / come fosse incollato al finestrino...". E certamente da non dimenticare risultano le intense liriche scritte in morte del figlio Aladino, barbaramente fucilato dai tedeschi alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Buon Govoni a tutti!
Marco Marchi
La trombettina
Ecco che cosa resta
di tutta la magia della fiera:
quella trombettina,
di latta azzurra e verde,
che suona una bambina
camminando, scalza, per i campi.
Ma, in quella nota sforzata,
ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi;
c’è la banda d’oro rumoroso,
la giostra coi cavalli, l’organo, i lumini.
Come, nel sgocciolare della gronda,
c’è tutto lo spavento della bufera,
la bellezza dei lampi e dell’arcobaleno;
nell’umido cerino d’una lucciola
che si sfa su una foglia di brughiera,
tutta la meraviglia della primavera.
Corrado Govoni
(da Quaderno dei sogni e delle stelle, 1924)
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