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Diritto di Cronaca

Linea chiusa per lavori. E noi lì ad aspettare…

Non si può non sentirsi indignati per quanto successo la sera del 28 settembre sulla Milano-Lecco. Pare che all’origine di tutto ci sia stato un giunto rotto ad Arcore, segnalato da un macchinista. Il gestore dell’infrastruttura avrebbe deciso di effettuare una manutenzione urgente. Sin qui niente di male, se non l’incredulità per un evento che avrebbe potuto potenzialmente provocare un disastro analogo a quello di Pioltello. Il problema nasce perché ai passeggeri e ai pendolari in attesa, almeno un centinaio in Centrale a Milano, non è stata data nessuna informazione, in particolare sul fatto che la linea sarebbe rimasta chiusa per alcune ore. Giorgio Dahò, Lecco

Il nostro lettore, pendolare di lungo corso, ha titolato la sua mail “10-20-30-100 minuti di ritardo e il treno sparisce”. Lo spiega nel seguito della descrizione di una serata allucinante. “Quindi nessun mezzo alternativo e nessuna assistenza ai viaggiatori, probabilmente anche in altre stazioni lungo la linea, che in tarda serata attendevano ancora da ore un treno dato in ritardo prima di 10 minuti, poi di 20, poi di 30, poi di 100 e alla fine soppresso. L’annuncio del ritardo si è ripetuto più volte, finché sul tabellone non è comparsa la scritta ‘cancellato’ per i treni (quattro o cinque) interessati. Naturalmente, i passeggeri hanno cercato di avere informazioni rivolgendosi al poco personale presente a quell’ora tarda negli uffici del movimento e di assistenza ai viaggiatori. Per tutta risposta si sono visti incredibilmente arrivare gli agenti di Polizia, come se si fosse trattato di una sommossa. Si trattava invece, semplicemente, di cittadini abbandonati a loro stessi da parte di chi avrebbe dovuto garantire un servizio, o almeno delle informazioni adeguate. Per di più, non risulta che si sia agito presso chi di dovere per sollecitare una soluzione al problema di come arrivare a casa, ma ci si è preoccupati solamente di un presunto problema di ordine pubblico. Sono molti i temi che si intrecciano in questa vicenda: un sistema informativo che va avanti senza la verifica delle informazioni; quali siano i compiti dei garanti dell’ordine pubblico in una situazione di evidente disagio; il destino di cittadini in possesso di regolare biglietto, tra cui portatori di handicap e minorenni, che si vedono trattati come rivoltosi da un sistema incapace di fornire le più elementari informazioni e magari un po’ di assistenza, a fronte di un disagio causato dalle ferrovie medesime. Finalmente, verso la una e trenta di notte partiva finalmente il treno che li avrebbe portati finalmente a casa, a Lecco, nel cuore della notte”. E con la prospettiva desolante, aggiungiamo noi, di avere davanti a sé soltanto poche ore di sonno. Una domanda come chiosa finale: e se invece la rabbia dei passeggeri fosse montata per poi esplodere? Abbiamo comunque interpellato Rete ferroviaria italiana che ha precisato che gli annunci sono stati fatti. gabrielemoroni51@gmail.com

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