Atalanta – Milan 1-1: un pareggio che sta stretto
Una partita intensa giocata da due squadre che hanno cercato la vittoria. Il Milan ha costruito maggiormente tenendo palla e proponendo il proprio gioco. La squadra di Gasperini ha difeso ordinatamente con la consueta fisicità (14 falli commessi, il doppio di quelli rossoneri).
Il Milan ha provato maggiormente la via della rete, alla fine saranno sette i tiri nello specchio contro i due nerazzurri. Gli 11 al via, con Tonali tornato a fianco del metronomo Bennacer (il migliore in campo anche se non avesse segnato), hanno iniziato pressando a tutto campo. Buona la prova di 10/11. Purtroppo, proprio come contro l’Udinese, è mancato Leao. Discontinuo, svogliato. Ha accelerato in un paio di occasioni, provocando due ammonizioni, ha concluso pericolosamente in una circostanza, ma per il resto è stato avulso dal gioco. Mai in copertura e poco continuo, come fosse distratto. Che siano le sirene inglesi?
Malinovskyi, non schierato la scorsa settimana dal Gasp e sulla via della partenza, è stato il più pericoloso tra i bergamaschi è proprio dal suo piede al trentesimo è arrivato il vantaggio. Il Milan non si è disunito e ha continuato a tessere la propria trama. Questa sera però l’Atalanta non ha commesso sbavature e non è stato facile trovare i varchi per arrivare alla conclusione. Tante le proposte di gioco, specie nei primi 45 minuti, sempre alla ricerca della verticalità. Messias sullo zero a zero ha sbagliato a tu per tu con Musso raccogliendo con il sinistro il traversone a tagliare la difesa di Hernandez. Il francese è stato tra i più volenterosi spingendo per tutti i 90 minuti.
Nella ripresa, intorno al 60º, Pioli ha provato a ridisegnare il Milan togliendo Rebic, buoni i suoi movimenti meno i controlli, Diaz, non sempre nel cuore del gioco, Messias e Leao. Al loro posto i rispettivi cambi: Giroud, De Ketelaere, Saelemaekers e Origi. Il belga ha trovato subito Tonali in area che è stato bloccato dal sedere di Musso, proprio letteralmente non metaforicamente.
Il gol però è arrivato dal piede sinistro di Bennacer che prima ha tirato verso il palo di sinistra costringendo Musso alla deviazione, poi sull’azione seguente ha cambiato angolo trovando il fil di palo.
Nei 20 minuti finali la volontà di vittoria ha tolto lucidità e in qualche circostanza le giocate sono state affrettate o imprecise. Origi ha slalomeggiato in area anticipato Djimisiti a 10 dal termine. A tre dalla fine Hernandez ha bucato la difesa ma poi, inseguito da tre avversari è defilato, ha messo in mezzo in un’area vuota.
La prestazione è stata convincente su un campo non semplice. Il Milan ha fatto la partita concedendo poco a una squadra tosta. Quando la mancata vittoria a Bergamo è un rammarico significa che la strada è giusta.
