Il Milan!

Milan – Empoli 0-0: 20 minuti non bastano

20 minuti non bastano al Milan per superare l’Empoli in casa. Pioli getta al vento altri punti per un turnover troppo radicale. Origi è l’uomo sul quale punta il tecnico di fatto regalando un uomo ai toscani. Rebic, al posto di Leao, non è meglio. I due sono statici e nei primi 45 minuti la manovra è lenta e improduttiva.

A onor del vero è una serata nella quale nessun episodio è girato nel verso giusto. Perisan para, a volte bene e altre in modo casuale. In compenso i nostri ci mettono del loro. Nella ripresa Pioli cambia i giocatori cercando di migliorare la qualità. L’Empoli è venuto a San Siro per strappare un pareggio è gioca 90 minuti arroccato in difesa. Il Milan fatica in queste partite.

I corner, che potrebbero essere un’arma, non vengono mai battuto bene. Origi riesce anche a mancare una palla messagli sulla testa da Florenzi, che mette in mezzo una palla di qualità dopo l’altra. È troppo e viene tolto per far spazio a Giroud con Leao che prende il posto di Rebic. Siamo al minuto 70, troppo tardi per sperare che i subentrato facciano la differenza. Molte le palle buttate in area e mai una volta che in mischia sia arrivato lo spunto giusto.

Hernandez recrimina per un rigore ma pare che il difensore tocchi prima la palla, a noi non è stato concesso vedere l’episodio in modo chiaro. Il rigore concesso per tocco di mano viene giustamente tolto e il gol di Giroud annullato perché arrivato di spalla. In compenso Saelemaekers prende una gomitata in faccia al limite che l’arbitro, pur ben piazzato, non vede.

In compenso non sono certo le decisioni arbitrali a determinare il risultato. 23 tiri sono un buon bottino ma 4 nello specchio troppi pochi. Questa sera la vittoria era fondamentale per avvicinare la qualificazione in Champions. C’è poca qualità nella rincorsa ai tre posti utili ma il rischio è arrivare alla fine è rimpiangere tutti i punti persi. Oltre al gennaio terribile non va dimenticato che sono solo cinque i punti arrivato nelle ultime cinque partite. Un cammino non da squadra che merita di arrivare tra le prime quattro.

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