Milan – Napoli 1-0: bisognava approfittarne
San Siro era simile alla Bombonera, il vero e proprio 13º uomo. La tensione però ha giocato uno scherzo peggiore al Milan rispetto ai partenopei. Il Napoli infatti parte fortissimo sfruttando lo stato confusionale di Tomori. Perde palla subito e poi al primo minuto il cross da destra, con malinteso generale, fa arrivare la palla a Kvara che da un metro dalla linea c’entra Krunic, reo di aver liberato male. Ancora un colpo di testa di Di Lorenzo è un paio di conclusioni da fuori. Il Napoli ha il pallino del gioco e la supremazia territoriale.
I cinque giocatori alti a pressare non lasciano linee di passaggio per la costruzione dell’azione dal basso. Krunic, che scende tra i difensori, è insicuro e non trova compagni ai quali servire la palla in sicurezza.
La partita cambia al minuto 25 quando Leao parte da metà campo e arriva nel cuore dell’area. Il suo sinistro è largo di poco ma l’azione dà coraggio ai nostri. Il Milan cresce anche se il centrocampo del Napoli gioca in modo più efficace e veloce.
Efficace sino a quando Diaz si rimette in modalità Messi e spacca il centrocampo al quarantesimo. Il suo break crea la superiorità per la ripartenza perfetta con palla scaricata a destra per Leao che è bravo a rimetterla di prima dall’altra parte per Bennacer che sfrutta l’accomodamento di Diaz e segna sul primo palo. Il vantaggio cambia l’inerzia.
Kjaer spacca la traversa con colpo di testa su corner e poco dopo Tonali strizza un tiro da dentro l’area. Arriva l’intervallo con qualche tensione di troppo con Mario Riu diviso tra cadere e protestare. Dall’altra parte, così che con mi si tacci di essere troppo di parte (perché comunque so di esserlo) Hernandez non deve esultare in faccia agli avversari.
La ripresa inizia come nel primo tempo. Il Milan aspetta e lascia giocare il Napoli. Il pressing alto viene evitato sistematicamente e il Napoli colleziona calci d’angolo. Dopo un quarto d’ora Pioli toglie Bennacer per Saelemaekers che va a occupare la sua zona di competenza a destra mandando Diaz sulla trequarti.
Hernandez prova a suonare la carica con le sue incursioni provocando due falli in pochi minuti da parte di Anguissa che prende due gialli. Con l’uomo in più il Milan prende coraggio e guadagna campo. I partenopei sono nervosi e Kim diffidato prende il giallo per proteste.
Serve un altro gol e Pioli butta nella mischia Rebic. Anche Spalletti però cambia arroccandosi. Sa che un solo gol di svantaggio a Napoli si può ribaltare e poi ci sono sempre gli episodi. E le occasioni per il Napoli arrivano, prima con tiro di Di Lorenzo salvata da Maignan, quindi con colpo di testa di Olivera poco alto.
Il Milan si spaventa e invece di arrembare alla ricerca del secondo gol. Giroud ha finito il carburante e non riesce più a fare alcun contributo nelle occasioni nelle quali Rebic ha cercato il triangolo.
Il risultato nel complesso è buono così come le assenze in vista del ritorno. In compenso il Napoli ha dimostrato di essere una squadra che sa giocare a calcio a prescindere dagli interpreti e tra questi, tra sei giorni, ci sarà Osimen.
