Milan – Inter 0-2: sconfitta sacrosanta
Troppa differenza tecnica e atletica tra le due squadre. La partita inizia a 100 all’ora da parte di entrambe le squadre. Pressing forsennato e, al 7º, calcio d’angolo. Calabria viene sovrastato fisicamente da Djeko che lo anticipa segnando con un sinistro al volo da dentro l’area. Strana la scelta nella marcatura, unico mistero. La partita svolta già e la superiorità interista a centrocampo si concretizza al decimo con Mkhitaryan che si infila in area come un coltello caldo nel burro. Sotto di due reti in 10 minuti, il peggior incubo.
La partita è segnata. L’Inter risulta pericolosa ad ogni azione. Palloni precisi, uomini che si muovono all’unisono e prendono tutte le seconde palle. Si fa pure male Bennacer e Pioli inserisce Messias accentrando Diaz. Lo spagnolo viene continuamente limitato, a volte con interventi al limite. L’arbitro lascia giocare risultando a volte irritante.
Calhanoglu colpisce il palo. Lautaro sviene in area, l’arbitro assegna il rigore ma il Var lo toglie. Nessun provvedimento disciplinare. Il primo tempo finisce con numeri impietosi. Il Milan ha il maggio possesso palla che però è sterile. Il Milan è impreciso nelle giocate, privo di idee. Un tiro contro 11 nei primi 45 minuti e soprattutto la sensazione di impotenza.
Il Milan inizia la ripresa con più coraggio. Diaz tira dal limiti di poco a lato, Messias viene trovato nello spazio da Tonali ma, entrato in area, conclude di oltre tre metri a lato. Spesso Pioli parla di poca qualità. Ecco, direi che questo potrebbe essere un valido esempio. Maignan tiene in vita il Milan parando su Djeko. Loro si muovo bene con e senza palla, noi siamo comunque in confusione e ci perdiamo gli avversari.
I lanci per Giroud sono sterili. Il francese è sempre limitato. Djeko svaria di più e fa giocare la squadra. Saelemaekers è uno dei più brillanti però spesso predica nel deserto. Pioli lo toglie per Origi così come fa con Kjaer, in difficoltà fisica, probabilmente a causa della partita giocata pochi giorni fa.
Origi tocca la prima palla superando Darmian e imbucando per Diaz che tocca per Tonali che coglie il palo su deviazione di Bastoni non vista da questo arbitro non all’altezza (in generale non che abbia favorito una o l’altra squadra).
Origi è motivato e spesso ha buone accelerazioni. L’Inter si abbassa e il Milan prova a combinare qualcosa. Tonali cresce e prova a prendere per mano la squadra.
A dieci dal termine Pioli cambia modulo inserendo Kalulu per Calabria. Difesa a tre con Hernandez con licenza di offendere. Non cambia un gran che. L’Inter chiude bene tutti gli spazi e al Milan resta la buona volontà.
Troppa la differenza tra le due squadre questa sera. La partita ha confermato purtroppo quanto visto nei precedenti incontri. Pioli ha replicato lo schema vincente con il Napoli che però, con Inzaghi abile nel preparare le contromosse, è risultato vano. L’Inter ha vinto in tutti i settori del campo. I difensori hanno sempre avuto la meglio sui nostri, il centrocampo è stato superiore numericamente e fisicamente e anche la nostra difesa questa sera non è stata all’altezza. Kjaer stanco e Calabria che andava alla metà dei giri di Di Marco. Hanno vinto tutte le seconde palle e sono stati migliori in tutto. La loro rosa è più forte per non parlare dei subentrati. Tra sei giorni ci sarà Leao? Meglio concentrarsi sul campionato
