Il Milan!

Milan – Parma 3-2: San Siro una polveriera tranne che sugli spalti

Il risultato, seppur fondamentale, non può far cambiare giudizio sulla prestazione. Gravemente insufficiente darebbero a scuola, giudizio universale per società, giocatori e tifosi.

Sulla società inutile spendere parole, bastano quelle di Scaroni nel pre partita: “non siamo certi di riuscire a comprare un attaccante nel mercato di gennaio”. I tifosi hanno il sacrosanto diritto di odiare queste persone. C’è un però: il mancato supporto alla squadra è un autogol. Chi come me ha frequentato la curva per anni sa quanto è difficile cantare e incitare quando si vede sufficienza, mancanza di passione e risultati che non arrivano. Però farlo a prescindere è sbagliato. La squadra va incoraggiata, fischiata se gioca male ma non accompagnata nel silenzio.

Conceição commette qualche errore come schierare Fofana, stupido nel fare un fallo a centrocampo prendendo l’ammonizione che gli farà saltare il derby. Ha anche sbagliato nell’andare a cercare Calabria a fine partita, fermato dallo staff prima che lo prendesse a schiaffi. Il portoghese ha cambiato Hernandez e Leao nell’intervallo. Non sappiamo se le motivazioni siano legate alla forma, al voler dare un segnale o in vista della Champipns. Probabilmente vale la due. Hernandez gioca male, sbaglia le letture ha gravi responsabilità sul gol subito e non spinge come dovrebbe. Male anche Leao che però non è il peggiore assoluto. Morata è il solito giocatore in meno. Nota positiva, anzi positivissima Pavlovic. Confermo quanto detto la scorsa settimana: senso della posizione, grinta da vendere e grande fisicità. Altro pianeta rispetto a Tomori, anche se non stiamo parlando di Thiago Silva.

Conceição fa ben cinque cambi, non sa più cosa inventare per tentare di dare una scossa alla squadra. Musah gioca in tutti i ruoli, Abraham e Jovic diventano le due punte della fase conclusiva, Bartesaghi esterno sinistro, Chukwueze nel suo ruolo. Si finisce con quattro attaccanti nel tentativo di rimetterla in piedi ribaltando lo svantaggio  nel quale la squadra si è ritrovata ben due volte. Alla fine la vittoria ha dato ragione al mister che però non nasconde il nervosismo suo e dello spogliatoio.

Berlusconi si chiuse nello spogliatoio con Sacchi e la rosa al completo dicendo: “mettetevi in testa che il mister è lui e non verrà cambiato. Chi non si adegua verrà estromesso dal progetto”. Questo compattò lo spogliatoio, il resto della storia lo conosciamo. Scegliete voi chi potrebbe farlo oggi partendo da Cardinale in giù…

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