Milan – Inter 1 – 1: non la vittoria ma il pareggio deve segnare la svolta
La vera partita della svolta dovrebbe essere questa. Non quella di Madrid o il derby d’andata e neppure la supercoppa. Questa sera abbiamo giocato con una squadra più forte che voleva vincere. E siamo riusciti a giocare alla pari. E la delusione, più che l’ esaltazione vista in passato, potrebbe essere sintomo della comprensione che bisogna “stare sul pezzo”.
Il pareggio è giusto e, anche se lascia l’amaro in bocca perché arrivato nel recupero, non c’è nulla da dire.
Walker all’esordio ha ben figurato sulla destra, specie in fase difensiva.
Il mercato di gennaio ha portato a Milano l’inglese, fuori da qualsiasi algoritmo cardinalesco, e Gimenez, il centroavanti che si chiedeva da due stagioni. Poi bisognerà vedere se il messicano si ambienterà e riuscirà a far bene anche in Italia.
Peraltro il mercato potrebbe non essere ancora finito ma senza dubbio i cambi Morata-Gimenez e Walker-Royal sono stati un passo in avanti. Lo so, è partito Calabria e non il brasiliano, infortunato, però la speranza è che una volta rimesso possa rimanere in panchina prima della partenza.
L’Inter ha preso tre pali e visto respingere qualche buona occasione da Maignan. Il Milan ha creato di più nel primo tempo. Gol di Reijnders e super parata di Sommer che ha tolto dagli incroci. Nella ripresa l’idea era ripartire lasciando il pallino del gioco all’Inter. Si è spesso sbagliato in fase di conclusione e chi sbaglia paga.
Conceição ha abbassato l’esterno per creare una linea a cinque in fare difensiva. Ha funzionato per 92 minuti quando, nonostante i cinque difensori effettivi in campo, Zalewski ha fatto sponda di petto per De Vrij.
Con questo atteggiamento si può vincere con 16 delle 19 squadre di serie A. Vedremo se dura, intanto l’Inter dopo due vittorie e un pareggio fa meno paura.
