Venezia – Milan 0-2: motivazioni e rispetto
La premessa è che le motivazioni per la partita erano differenti. Il Venezia deve fare punti per provare a salvarsi mente il Milan non ha nulla da chiedere al campionato.
L’attenuante può essere che i giocatori sono scesi in campo alle 12:30 con “il primo caldo” mentre l’aggravante l’evidente differenza tecnica tra le due squadre.
Al netto di tutto ciò i nostri mettono in campo un atteggiamento al limite dell’irrispettoso. Mancanza di rispetto per i tifosi giunti in Laguna, per chi paga l’abbonamento per vedere la partita in TV ma anche per avversari.
Il Milan parte arrembante, come il Venezia, e sfrutta un errore della difesa avversaria. Palla recuperata nella trequarti, da Jimenez, due passaggi, per Fofana a Pulisic, e americano a tu per tu con Radu che deve decidere solo da quella parte della porta appoggiare in rete.
Minuto cinque, partita messa sui binari giunti e finita per i nostri che non tirano più in porta. Il Venezia mette tutto quello che ha: energia, tensione e poca tecnica. I nostri difendono in modo abbastanza ordinato contro una squadra inferiore. Non si ricordano parate di Maignan ma neanche di Rafu. Conceição cambia poco e tardi.
Toglie giocatori svogliati per inserirne altrettanti. Nel recupero arriva il raddoppio di Gimenez su lancio dalla nostra metà campo di Reijnders che fa capire le disattenzioni degli indietro veneti.
Finisce 0-2 senza infamia né lode.
