Milan – Bologna 0-1: e ora andatevene
Non avrei sopportato quegli inetti dei nostri dirigenti fare prosopopee per il secondo titolo della stagione. La sconfitta è stata meritata ed è frutto di un allenatore cocciuto e ottuso. Jovic ancora una volta titolare e Pulisic, in forma pietosa da un mese, in campo per oltre 80 minuti.
Ciccio bella sbaglia un gol intorno al ventesimo e da quel momento il Milan scompare.
Non importa l’andamento della gara e neppure i cambi. Italiano l’ha preparata andando a pressare alto e noi non siamo mai arrivati oltre la metà campo con palla a terra iin fase di costruzione.
Chukwueze, il più ispirato (si era visto venerdì scorso) entra solo al minuto 87. Tomori, in difficoltà su Ndoye, non lo prende mai e non viene supportato da Jimenez.
Ci si affida ai lanci lunghi ma quando questi vengono fatti da Fofana, Pavlovic o Tomori non si possono avere pretese.
La partita è continuamente spezzettata e arbitrata male da Mariani. Qualche errore da entrambe le parti ma, soprattutto, una gestione che non aiuta il bel gioco, che infatti non c’è stato.
Non si ricordano parate importanti dei due portieri e neppure belle azioni.
Il Bologna è meno peggio e ha voluto di più la vittoria ma è anni luce, proprio come noi, dalle molte squadre più avanti in classifica. E la finale, proprio tra queste due squadre, la dice lunga sul valore di questa competizione.
Detto questo la nostra proprietà è dirigenza deve ora ammettere il fallimento totale del proprio progetto ma anche la mancanza totale della propria competenza. Un trofeo farsa, perché la super coppa italiana, diciamolo, è una cazzata. Fuori dalla Champions prematuramente, mai in contention per qualcosa di concreto in campionato e una stagione, la prossima, senza nessuna competizione europea.
Metteranno a posto il bilancio vendendo dei giocatori e non saremo di nessuna attrazione per chi dovrà arrivare.
Quel maledetto di Cardinale forse non ha capito che società ha comprato, con soldi prestati. Non siamo il Sassuolo e ora, se posso esprimere un desiderio, vorrei se ne tornasse in America con le sue idee e la sua arroganza.
