Como – Milan 1-3: chapeau
On a gagné. La vittoria a Como parla francese perché l’hanno decisa Maignan e Rabiot. Il primo autore di almeno quattro parate importanti, il secondo di una prestazione da leader condita da reti. Se posso trovare una pecca al portiere che spero presto rinnovi, direi le uscite. Il gol dei lariani, in vantaggio al decimo, arriva con un colpo di testa da dentro l’area piccola. In più di un’occasione Maignan è rimasto picchettato sulla linea piuttosto che fare tre passi avanti e chiudere le azioni.
Allegri ha disegnato, cancellato, ridisegnato, spostato e rispostato gli 11 in campo. Cambi di posizione, cambio di schemi, cambio di moduli. I problemi però sono sempre gli stessi: la condizione fisica di alcuni e le scarse capacità di altri.
Leao è al 40%. Non scatta e tantomeno punta gli avversari. Il gol del vantaggio arriva da un suo splendido passaggio frutto però del mancato puntamento all’avversario. Pulisic non è neanche entrato. Se invece vogliamo parlare di doti Tomori ne ha poche, Fofana e Loftus-Cheek ne hanno solo fisiche. Ma avete visto il tiro di Fofana da limite nel primo tempo? Un passaggio d’esterno al portiere. Invece chapeau, giusto per rimanere nei francesismi, per Füllkrug che ha stretto i denti, si è messo a disposizione e ha pure dato il proprio contributo in campo.
Di fatto il Como ha dominato nel possesso, gioco e conclusioni. Noi abbiamo vinto perché, in fondo, non si può sempre pareggiare. Penso che il Como sia una grande squadra con uno splendido gioco. L’ho visto diverse volte in stagione. Però non dura 90 minuti ma un tempo.
