Milan – Atalanta 2-3: ero troppo pessimista?
Sono stato spesso accusato di essere stato negativo, critico e troppo duro. Tra poche settimane arriverà il bilancio 2024/25 che si prospetta per l’ennesima volta, sarebbe la quarta, chiudersi con un utile. Record di fatturati e plusvalenze, 83 milioni lo scorso anno, gonfiano le casse societarie. Se mancano i soldi della Champions la società provvede a sostituirli con una o due cessioni. C’è una grande differenza tra la nostra società e le altre. In questo momento delicatissimo dov’è il nostro presidente? Dove un dirigente che supporti l’allenatore? Scaroni latita ma meglio così visto i deliri di quando parla. Tare è depotenziato e non certo del rinnovo. E poi Furlani, Ibra, Cardinale e compagnia cantante.
Allegri non sa più che pesci pigliare. Questa sera ha inserito Gimenez, volenteroso ma fuori condizione, Loftus-Cheek, con la prestanza fisica di una gelatina, e Ricci in regia, ruolo che ha fatto dieci minuti in tutta la stagione. La squadra ha provato a partire motivata ma il gol subito ha fatto capire che la china non sarebbe cambiata. Difesa apprensiva e poco lucida che non riesce ad essere ordinata. L’Atalanta dialoga mentre il Milan non riesce a cambiare inerzia. Ora, ammesso che lo schema sia sempre “attendo e riparto” deve esserci la capacità di andare a recuperare il pallone più alti e non attendere necessariamente con 11 giocatori sotto la palla.
L’Atalanta ne fa tre, il Milan prende due pali, ne segna due e se ne mangia almeno un paio. La reazione finale tutta Nervi può dare qualche speranza? Forse sì ma lo scopriremo tra sette giorni a Genova. La qualifica per la Champions è ancora nelle nostre mani ma servono i famosi sei punti che agoniamo da alcuni turni. Ma in fondo fare le comparse in Europa ci interessa (bilancio a parte)?
