Milan – Fiorentina 2-1: benvenuto Mondiale
Il Milan vince per il rotto della cuffia e senza grandi meriti l’ultima di campionato prima della sosta. Siamo cotti, a partire da Pioli sono a quelli che non mollano mai. Stanchi fisicamente, svuotati mentalmente e con un’intensità da campionato di Promozione.
La vittoria era necessaria, non tanto per rimanere alla distanza siderale dal Napoli, quanto per rimanere al secondo posto lasciando a distanza gli inseguitori. Perché ora cambierà tutto dopo il Mondiale e forse con il mercato di gennaio ma ad ora i pensieri sono più per essere tra le prime quattro più che lo scudetto.
La partita inizia nel migliore dei modi quando, sulla prima azione, il Milan passa grazie all’asse Giroud - Leao. Questa volta, a differenza di Torino e Spezia, il portoghese non sbaglia. Lo farà ampiamente nel corso della partita.
Quando passi in vantaggio devi sfruttare il momento cercando il raddoppio e svuotando di ogni coraggio gli avversari. Napoli e Inter insegnano, noi non impariamo. Pallino del gioco lasciato alla Viola che costruisce, prende il palo suonando un campanello d’allarme che resta inascoltato, e trova meritatamente il gol del pareggio su azione rugbistica. Il rientro di Magnan sarà il primo e più importante acquisto del 2023.
La Fiorentina fa la partita anche nella ripresa. Pioli preso dalla disperazione manda in campo tutto il mandabile: Origi e Rebic con Leao e Giroud. Un suicidio tattico che rischia di far naufragare. La squadra è ovviamente spaccata a metà e i quattro giorni are non aver giocato insieme neanche in allenamento. Leao tira e colpisce Giroud, poi Tonali crossa rasoterra senza che nessuno tagli sul primo palo. Le palle messe in mezzo, che si tratti di Leao, Rebic o Dest denotano scarsa qualità nel gesto tecnico. Tomori salva dapprima su Ikoné con un intervento rischiosissimo e poi sulla linea.
Pioli manda in campo anche Vranckx, visto poco è il migliore assoluto neo soli 20 minuti a disposizione. Mette ordine dando fiato a Bennacer. Fa i movimenti giusti allargandosi quando serve e senza nessun timore. Si fa dare palla spesso e mette il cross che nel recupero porta all’autogol di Milenkovic.
A parer mio non c’è alcun fallo di Rebic su Terracciano. I due vanno sulla palla, il portiere sbaglia l’uscita e quando si toccano la palla è già fuori dalla sua portata. Di fatto Rebic non provoca l’errore del portiere Viola che va verso di lui pensando a una possibile deviazione.
Ribadisco il concetto. Vittoria importante per una squadra cotta. Ora una pausa più lunga che quella estiva. In sette andranno in Qatar a questo Mondiale senza senso in un Paese al quale del calcio non frega nulla ma che stravolge i campionati di tutto il mondo. Per come siamo messi benvenga.
