Inter – Milan 2-3: finalmente una gioia ma che la dirigenza non si prenda meriti
Conceição prepara bene la partita e la sua mano si vede. Jimenez a destra a contrastare Di Marco trasformando la difesa a cinque e Pulisic alto a sinistra.
Il Milan gioca i primi 45 minuti e 30 secondi alla pari dell’Inter. Alla conclusione di Di Marco, deviata da Maignan, risponde la serpentina di Rejinders con puntata di sinistro a lato.
Il Milan ha un grosso problema, noto da sempre: il centroavanti. Morata girovaga costantemente fuori dall’area. Anche nelle azioni che arrivano sul fondo lui non taglia mai, aspetta sempre a largo della zona rossa.
Un’altro problema è il cervello dei difensori. L’Inter segna sullo scadere. Jimenez sbaglia un passaggio indietro a centrocampo verso Royal. Di Marco batte velocemente la rimessa e la difesa, complice la pascolata a centrocampo di Thiaw, si fa trovare scoperta. Lautaro dribbla, in due si fanno uccellare, e il Toro porta in vantaggio l’Inter.
La ripresa inizia in modo traumatico. Si riprende come durante il primo tempo: difesa altissima e squadra in 25 metri. De Vrij trova un’imbucata per Taremi che, proprio come Martinez, rinasce trovando il gol del raddoppio.
Entra Leao che alla prima palla subisce fallo dal limite sul quale Hernandez accorcia. Alla seconda palla toccata il portoghese brucia Bisseck, trova Rejinders che colpisce Bastoni di passaggio sulla riga. Poco prima errore di Pulisic da un metro che di testa la passa a Sommer che, una manciata di minuti più tardi para su colpo di testa di Morata. L’inerzia sembra dalla nostra.
Poco dopo è l’Inter che può segnare con Carlos Augusto ma la palla non supera del tutto la linea di porta.
Alla terza palla Leao lancia dritto Hernandez che la mette in centro rasoterra. Movimento perfetto di Pulisic che controlla e batte Sommer con il sinistro. Mancano una decina di minuti e il risultato rispecchia quanto visto in campo, cosa che conforta i rossoneri sulla carta inferiori.
La partita vive di episodi in mancanza dei quali si deciderebbe ai rigori. Leao tocca un altro pallone, si incunea in area e serve il match point facile facile per Abraham. Il gol del delirio rossonero, del primo trofeo e del derby vinto in finale.
Devo essere onesto: non avrei fatto drammi per la sconfitta e non mi esalto come se avessi vinto la Chanpipns nella vittoria.
Quello che mi conforta però è il cambio di mentalità che in una settimana ha portato Conceiçāo. Quella mentalità che, lo dico senza paura di essere contraddetto, avrebbe portato Conte. E così, anche in questa serata di festa, punto il dito contro la dirigenza che ci ha fatto vivere per cinque mesi con un allenatore inadeguato.
