Il Milan!

Milan – Como 2-1: lezione di calcio per 45 minuti

Il Como, come spesso avvenuto in stagione, dà lezione di calcio per 45 minuti. Conceição fa, sulla carta, quello che aveva annunciato: due mediani per dare la possibilità a Rejinders di alzarsi rimanendo coperti. Sulla carta perché è Musah a giocare al centro salendo. Fabregas mette in campo una formazione super offensiva e, pressato in fase di costruzione, rischia subito di capitolare. Il problema è che invece dell’olandese ad inserirsi c’è Musah che dopo quattro minuti si divora un gol fatto.

Poi il Milan smette di pressare lasciando al Como la possibilità di pensare e creare gioco. Risultato? Quattro occasioni per i lariani che segnano chiudendo la prima parte di gara in vantaggio.

I dati rossoneri sono disarmanti: solo 36% di possesso palla e una conclusione contro le tre del Como.

Come spesso accade nella ripresa il Como cala e diventa meno preciso. Bondo viene tolto nell’intervallo perché ammonito e dopo cinque minuti Musah fa un fallo stupido, trattenuta a centrocampo, e prende il giallo che gli vale lo spogliatoio immediato.

Conceição azzecca un paio di sostituzioni: Jimenez, non tanto per demerito di Hernandez (autore delle prime due azioni pericolose) ma per il grande  impatto  dello spagnolo, e Abraham che sebbene a volte sbagli nella fase realizzativa è veramente bravo a venire incontro, creare spazi e dare palloni al bacio. È lui a dare palla a Rejinders nell’azione del gol del pareggio. Meriti della rete il passaggio illuminante no look e conclusione superba di Pulisic. Il raddoppio arriva ancora su assist dell’ex Roma che trova Rejinders bravo a battere con tiro preciso da appena dentro l’area. Tammy fornisce un terzo assist, ancora per Rejinders, che conclude a lato di niente.

Chissà se il Mister ha capito dove far giocare Rejinders. Ora ha 15 giorni per riflettere perché abbiamo vinto l’ennesima partita mal giocata grazie a giornate individuali. Rivedendo la partita potrebbe prendere ispirazione dai primi 45 minuti del Como, movimenti di tutti i giocatori, passaggi di prima di massimo 10 metri e grande proposta di gioco. Insomma una lezione di calcio fatta con interpreti mediocri

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