Milan – Inter 1-1: ma cosa si può pretendere…
Il Milan non riesce a sfruttare il turno contro la seconda squadra dell’Inter. Anzi, ci è andata bene perché le occasioni le hanno avute tutte loro. Tra un mese, quando giocheranno in casa e verosimilmente avranno Di Marco, Dunfris d Lautaro sarà un’altra partita.
Conceição cambia l’ennesima formazione. Lascia in panca gli acquisti di gennaio (cosa glieli hanno comprati a fare?!) e ripropone Jimenez e Abraham. Il primo non è in serata ma il portoghese lo capisce solo dopo il pareggio dell’Inter mentre il centravanti fa bene come sempre. Elogiano le l’impegno è bello il gol (ma anche il lavoro per la squadra). A mio avviso è efficace a partita in corso con gli avversari stanchi.
L’Inter ha tenuto i ritmi bassi, sino a quando è andata sotto, ma ha sempre tenuto palla e creato occasioni pericolose.
Se sono stati così superiori stasera, con le seconde linee, non voglio pensare alla partita di ritorno.
Questa sera inoltre ci siamo adattati ai loro ritmi. È mancato il fuoco vivo, quello che dovresti avere quando capisci che ti giochi una stagione. E allora bisogna chiedersi come mai questo atteggiamento così “da compitino” senza un minimo di amor proprio?
La risposta la troviamo 24 ore prima della partita: Furlani a Londra per il nuovo DS (Paratici) che porterà un allenatore diverso (pare De Zerbi, a parer mio in questo marasma dovrebbero essere solo Conte o Allegri). Pranzo a Milanello dopo una sgambata di un’oretta e liberi tutti sino all’indomani, giorno della partita dell’anno.
E allora, con questa dirigenza, un allenatore (scarso) e detronizzato e i giocatori che non sanno cosa succederà tra due mesi cosa possiamo pretendere?
