L'ora di Religione

Vincente la logica del porto

La notizia è passata sotto tono, un po’ troppo. Gli italiani all’estero, emigrati, sono aumentati di oltre 93 mila unità facendo raggiungere ai nostri connazionali – quelli che fuori dalla madrepatria sono immigrati – la cifra di 4 milioni 208 mila 977 unità. Ma, avvisa la Fondazione Migrantes si tratta di dati "in difetto", perché "non è possibile registrare tutti quelli che continuano a emigrare":  i giovani che "numerosi, si lasciano alle spalle una situazione di ‘precarietà’ e si trasferiscono in altri Paesi talvolta con ripetuti spostamenti e senza un progetto definitivo".

Scendiamo nel dettaglio.  Il 47,9 per cento degli italiani all'estero sono donne (2.017.167), il 15,8% minori (664.666, mica poco!).

Il 53,3 degli emigranti  viene dal Meridione (oltre 1 milione e 400 mila dal Sud e quasi 800 mila dalle Isole) e si è concentrato per il 54 per cento in Europa.

Le destinazioni principali sono Argentina (664.387), Germania (639.283), Svizzera (546.614), Francia (366.170) e Brasile (298.370).

Le principali regioni di partenza sono Sicilia (674.572), Campania (431.830), Lazio (375.310), Calabria (360.312) e – audite, audite - Lombardia (332.403).

I numeri sono utili a riflettere oltre le emozioni, soprattutto quelle deteriori che sostituiscono la pancia alla testa e al cuore (anche in questi giorni di espressioni razziste, vergognose, se ne sono sentite non poche).

Ma oltre i dati, ci sono esperienze sedimentate nel tempo, nelle storie delle città che dicono altro. Prendiamo Livorno, città marittima della Toscana. Ebbene, la storia di Livorno, è unica in Italia. “E' un porto ma è anche una città multietnica dalla sua fondazione... – ha osservato il ministro perla Cooperazione internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, partecipando all’incontro ‘Livorno per la pace’, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, dal Comune e dalla Provincia di Livorno, dalla Diocesi labronica - Città multipla, mediterranea... La gente del porto ha sempre vissuto una dimensione di globalizzazione. La vera risposta è il porto: l'apertura e lo scambio con gli altri”.

La logica del porto è alternativa alla logica del muro ed è la logica che dà alla città labronica "l’orgoglio di non avere mai avuto un ghetto".

Sia il sindaco Cosimi che il Presidente della Provincia Kutufà hanno sottolineato questi aspetti positivi. Il vescovo Simone Giusti ha rimarcato che quelle che paiono come utopie sono strade concrete di crescita umana, spirituale e civica.

Oggi gli stranieri residenti nel territorio livornese sono 24 mila (erano 3 mila venti anni fa). Oltre 3 mila sono iscritti nelle scuole, oltre 2 mila residenti sono nati in Italia, 8 mila gli iscritti ai Centri per l’impiego, 5 mila i lavoratori domestici iscritti all’Inps, e ben 3 mila gli imprenditori. L’integrazione, ben articolata in un tessuto di regole, fa crescere.

Mentre centinaia di persone partecipavano alla marcia promossa dalla Comunità di Sant’Egidio dalla piazza del Municipio agli Scali d’Azeglio, in memoria dei bombardamenti del 28 maggio del 1943, ritornava l’idea-progetto che “durante la crisi si tratta di lavorare sull’umano”, certo rispettando le regole, espressive dell’arte del convivere. “Se in questo Paese non ci sarà integrazione, non ci sarà ripresa...Chiudersi, in un mondo globalizzato, è astorico...”, aveva detto Riccardi.

Anna Ajello, chiudendo agli Scali d’Azeglio quella memoria del ’43 che, in collaborazione con Diocesi, Comune, Provincia e le realtà associative di Livorno, si è fatta  da alcuni anni porto e ponte per decifrare il presente e darsi prospettive comuni, notava con un’espressione fine che “bisogna accettare gli altri per quello che sono: necessari…”. Vale per gli immigrati non italiani, vale per gli immigrati italiani che, come rileva Migrantes, non sono proprio pochi.

Intanto a Santa Maria Maddalena dei Pazzi, nel cuore di Firenze, giovedì 7 giugno (ore 17.30, Borgo Pinti 58), Sant’Egidio propone una preghiera per le vittime dei viaggi verso l’Europa, dal titolo “Morire di speranza”.

A risollevare da un altro naufragio, punta la colletta che la Conferenza Episcopale Italiana, dopo aver messo a disposizione tre milioni di euro provenienti dai fondi dell'otto per mille, ha indetto in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini, per i terremotati dell’Emilia Romagna. Il ricavato dovrà essere consegnato tempestivamente alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas Italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento.

 

Pensare l’educazione oltre la crisi

Martedì 5 giugno 2012, alle 18, nell’Istituto degli Innocenti di Firenze, per il ciclo di incontri ‘Paideia’, Paola Bignardi, già Presidente nazionale di Azione Cattolica terrà una relazione su ‘Pensare l’educazione oltre la crisi’. Da tempo Paola Bignardi si dedica ai temi dell'educazione, sia in ambito scolastico che sociale. Impegnata da anni nell'associazionismo laicale, è stata presidente nazionale dell'Azione cattolica italiana (dal 1999 al 2005), coordinatrice del Forum internazionale dell'Azione cattolica e dell'associazione Retinopera. Dal maggio 2008 è membro del Comitato per il Progetto culturale promosso dalla Chiesa Italiana. L’incontro è organizzato dall’Ufficio Cultura della Diocesi di Firenze.

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