Profondo Rosso

Quell’addio silenzioso al Ring

Leggo da qualche parte, connessione ballerina permettendo, che la F1 non tornerà mai più al Nurburgring.

Per ragioni economiche.

Naturalmente non debbo spiegare a nessuno che c'è la crisi, eccetera eccetera.

Il Ring!

Non ho mai visto dal vivo, e mi dispiace, un Gp sul vecchio tracciato, quello che era lungo più di 20 chilometri.

In compenso, come credo di aver già raccontato in questa sede, fu...grazie al rogo di Lauda sul vecchio Ring, nella tarda estate del 1976, che ebbi modo di mettere piede per la prima volta a Fiorano, il giorno in cui Lauda, reduce dal devastante incidente, si riappropriò della Rossa.

Avevo 16 anni.

Poi sono stato spesso al 'piccolo' Nurburgring, era una tappa fissa quando la Germania poteva permettersi di ospitare due corse di F1 all'anno, bissando l'evento di Hockenheim.

Il fascino era enorme, nonostante la diversità del contesto.

Ho un ricordo stupendo della primavera del 2000. La gara si chiamava Gp d'Europa. Schumi, con la Ferrari, stava inseguendo il suo primo titolo in groppa al Cavallino.

La McLaren di hakkinen andava più forte.

Ma venne a piovere a lo Zio confezionò il capolavoro. Uno dei tanti della sua carriera.

So bene di apparire nostalgico e in epoche di Internet superveloce (non il mio, eh.) uno rischia di far la figura del reduce rincoglionito.

Ebbene, io sono un reduce rincoglionito.

Mi fanno schifo Singapore e Abu Dhabi, ho molte perplessità su Sakhir e chissà cosa inventeranno in Texas o in Russia o dove cappero vogliono.

Per tacere di India e Corea.

E' la globalizzazione, bellezza.

Ma lasciatemi rimpiangere, fin quando non cade la connessione, il Ring, piccolo o grande che fosse.

E Magny Cours.

E Jerez.

E Imola.

Scusate, è la vecchiaia.

comments powered by Disqus