Sanremo, Toto Cutugno e James Hunt
Come forse è noto ai miei frequentatori, talvolta io sono tentato da pericolose, quasi sinistre associazioni di idee.
E insomma, per puro caso martedì sera il mio televisore è incappato su Rai1, mentre si stava esibendo, al Festival di Sanremo, con tanto di Armata Rossa ai cori, Toto Cutugno.
Niente da dire.
Piaccia o non piaccia (a me non piace, amen), a trent'anni di distanza la canzone 'L'italiano' è il brano musicale più conosciuto, tra la produzione nostrana, nei remoti angoli del pianeta.
A chi i Beatles, a chi il Boss, a chi Bob Marley, a chi Toto (e comunque, scritto tra parentesi, I Toto, quelli di Rosanna, erano un gran band pop).
Unicuique suum.
Dopo di che, dicevo della associazione di idee.
Trent'anni con Cutugno.
E venti senza James Hunt.
Oh, io l'ho conosciuto, Hunt the Shunt.
Naturalmente non era più in pista, ma a fine anni Ottanta capitava ancora di vederlo ciondolare in qualche paddock. Certamente non era rimasto lontano dalla bottiglia. Potrei aggiungere che mi ricorda qualcuno nel presente, tra i piloti. Ma mi trattengo e mi astengo.
Cito qui Hunt, invece, per evocare una cultura che ormai non c'è più. E non importa se sia un bene o un male, averla persa.
Un giorno Lord Hesket, un bizzarro personaggio che finanziava la scuderia con la quale James vinse il suo primo Gran Premio, chiese ad Enzo Ferrari il permessso di girare con la monoposto a Fiorano.
Il Vecchio non doveva avere informazioni molto precise sul soggetto e sul suo clan, così disse sì.
Si ritrovò il circuito invaso da un manipolo di figli dei fiori. Gente che indossava variopinte camicie, mentre sorseggiava boccali di birra e fumava cannoni di maria.
Fu una scena apocalittica.
Ferrari si presentò comunque ai box, per salutare.
Quello che vide non lo indignò. Al contrario, si divertì. Però, disse al custode della pista, a scanso di equivoci è l'ultima volta che mettono piede qui, questi mattacchioni.
Hunt passò poi alla McLaren e ci fu il famoso mondiale del 1976, che prossimamente rivedremo al cinema nella pellicola che sta preparando Ron Howard.
Deve essere un effetto lisergico, da Lsd, riuscire a mettere insieme in uno stesso post Toto Cutugno, l'Armata Rossa, il Drake, i cannoni, Hun the Shunt.
Ma che bello!
