I 115 anni del Drake visti da Piero Ferrari
Domani, 18 febbraio, è il 115esimo compleanno di Enzo Ferrari.
A Modena, all'interno del museo costruito accanto alla casa natale del Drake, la ricorrenza sarà celebrata con una simpatica iniziativa.
Io ne ho approfittato per scambiare quattro chiacchiere con Piero, suo figlio. Un carissimo amico, che tra cose prevedibili riesce ad infilare riflessioni non banali.
A voi il compito di individuarle, o scaltri cloggari (nonchè scaltrissime cloggare, eh).
‘Sai, forse nessuno meglio di me conosce l’originalità di Enzo Ferrari. E infatti io, da figlio, non ho mai preteso di imitare mio padre…’
‘Ma papà è sempre stato proiettato nel futuro, quindi parliamo pure di Formula Uno –sorride Ferrari- Del resto, ormai la stagione è alle porte!’
Martedì in Spagna tornano in pista Alonso e Vettel. Che cosa ti aspetti?
‘Fernando sta dimenticando l’amarezza del 2012. E’ un grande pilota, esattamente come il tedesco. Ma per vincere ci vuole sempre la macchina. Mi pare che rispetto ad un anno ci sia un progresso consistente, da parte nostra. Però, a scanso di equivoci, tu lo sai bene, ovviamente è presto per stilare giudizi. Al Gran Premio di Australia manca ancora un mese…’
Mettiamola così: sarà solo un duello tra la Rossa e i Bibitari o avremo altri candidati al titolo?
‘Sono convinto che la Lotus di Kimi andrà forte, era già buona nel 2012. E mai sottovalutare la McLaren’.
Ma ha perso Hamilton, caro Piero.
‘E io sono un sincero estimatore di Lewis, onestamente credo nulla abbia da invidare ad Alonso e Vettel. Però mi riallaccio al discorso fatto prima: non facciamo i romantici, nell’automobilismo post moderno la vettura è la chiave di tutto, il pilota da solo, per quanto bravo sia, non va da nessuna parte. Quindi la McLaren, che ha in Button un signor driver, se azzecca la monoposto resta lì, a giocarsela’
La McLaren ha anche il messicano Perez, che a Maranello non avete voluto al posto di Massa.
‘Fermati un attimo: Felipe è un professionista fantastico. Posso capire le asprezze di voi giornalisti nei suoi confronti quando va piano, ma a patto non dimentichiate che ha ben figurato accanto a due fuoriclasse come Schumi e come Raikkonen. Inoltre, nella fase finale dell’ultima stagione, il brasiliano teneva testa ad Alonso. Io me l’aspetto competitivo, ecco’.
C’è chi dice che la Formula Uno sia un po’ a corto di personaggi nuovi: da Alonso a Vettel, da Raikkonen ad Hamilton, per tacere di Massa, parliamo di gente che sta sulla breccia ormai da anni.
‘Io citerei come emergenti Hulkenberg e Di Resta. Ma è vero e la cosa andrebbe spiegata agli appassionati. In breve, si tratta di una conseguenza delle esigenze dei team. Esigenze di cassa, intendo. Le scuderie vogliono al volante qualcuno capace di portare la macchina al traguardo, senza incidenti. Se spacchi costi e il denaro scarseggia. Prendi Grosjean, il ragazzo della Lotus: a me piace, è veloce, ma combina molti pasticci. Magari è solo sfortunato, ma ad ogni botto sono dollari che vanno in fumo, eh’.
Anche Gilles Villeneuve era così, caro Piero.
‘E lo vieni a dire a me? Ma infatti Gilles correva per mio padre a fine anni Settanta, oggi siamo nel 2013, è cambiato tutto, non sto a dire se in meglio o in peggio, oggi si dimette pure il Papa…’
