Ancora su LCDM

Formula1

8 agosto 2014
Come ben sanno i cari amici che frequentano questo Clog, negli ultimi anni io ho pubblicamente, in questa sede e altrove, contestato alcune decisioni del presidente Montezemolo, da me considerate sbagliatissime.

Riassumo.

1) Ho trovato catastrofica l'accettazione della rinuncia ai test.

2) Ho definito una negazione del Dna Ferrari il 'sì' al congelamento di motori, cambi, eccetera, insomma il rifiuto preventivo di qualunque logica di sviluppo tecnologico.

3) Infine, non ho condiviso la deriva 'calcistica': il siluramento di Baldisserri, il frettoloso addio a Kimi, la fucilazione di Dyer, la rimozione di Aldo Costa e bla bla bla.

Tutte cose scritte qua, sui miei giornali, a Sky dove hanno la gentilezza di ospitarmi e nelle interviste che spesso mi capita di rilasciare a giovani e meno giovani colleghi di siti Internet (cosa volete, a una certa età la vanità impazza e se qualcuno può trarre beneficio dalle mie opinioni, ecco, non so dire no).

Tutte queste cose (e chi legge il Clog con attenzione lo sa, perchè lo scrissi qua) le ho esposte al diretto interessato. LCDM mi rispose (pubblicai anche la sua risposta) che avevo ragione sul punto 1 e sul punto 2, mentre non rinnegava le scelte di cui al punto 3.

Bene.

Ciò premesso, io non mi sento in contraddizione nell'affermare che continuo a reputare LCDM il miglior leader per la Ferrari del presente e del futuro.

Mi spiego.

Intanto c'è la dimensione aziendale, non limitata ai Gran Premi.

Io c'ero all'alba degli anni Novanta e ricordo una Ferrari sull'orlo del fallimento, nonchè incapace di essere vincente in F1.

Oggi la Ferrari è una azienda che, pagate le tasse, dichiara un utile di 220 (duecentoventi) milioni di euro.

Sono italiano, soffro le ansie di un Paese incagliato, non vedo molti altri esempi del genere in circolazione sul suolo patrio.

Aggiungo che molti dipendenti Ferrari, amici miei, operai-elettricisti-meccanici, ogni anno intascano un bonus all'incirca di quattromila euro netti.

Ce ne fossero, di imprese così, nell'Italia del 2014.

Ma capisco che questo possa non interessare a chi identifica, legittimamente, la Rossa esclusivamente con le corse.

E qui mi rivolgo alla mia deliziosa Occhi di Gatto.

D'accordo, stiamo facendo pena. Anzi, schifo.

Conta niente la memoria?

Non è stato Montezemolo il presidente della Ferrari da Gp che ha battuto ogni record, con Schumi e non solo?

Uno può obiettare: vabbè, altri tempi, poi era tutto merito di Todt e di Schumi e di Brawn e di Byrne, inoltre l'uomo va per i settanta e chi può escludere sia rincoglionito?

E' una osservazione brillante, alla quale posso rispondere con l'atto di fede.

Non penso che Montezemolo sia un rimba.

Penso anzi abbia voglia di congedarsi da Maranello (presto, tardi, non so: nemmeno è importante, adesso) restituendo la vittoria al Cavallino.

Immagino abbia imparato dagli errori che io gli imputo e che altri possono valutare persino più ampi e più gravi.

Ho una mia cultura, forse sbagliata. So cosa erano il marchio Lancia e il marchio Alfa prima che se ne impadronissero i torinesi-torinesi.

Ho il diritto di essere preoccupato per una Ferrari affidata a John Elkann o Andrea Agnelli? Sì, ce l'ho.

Ho torto? Possibile, anzi probabile: uno che nasce ferrarista ferrarista resta, se la Rossa vincesse (in pista, fuori sta stravincendo, come ho già spiegato) senza LCDM ne sarei comunque felice.

Infine e a scanso di equivoci.

Ho un'età. Ho una carriera, sin troppo generosa, felicemente alle spalle. Ormai scrivo per il piacere di farlo, per quattro lettori o spettatori tv che dimostrano di apprezzare le mie idee. Non mi cambia niente, per fortuna, se il presidente lo fa X o la fa Y. Se Torino manda a casa Montezemolo, dirò quello che penso, ammesso interessi a qualcuno.

E poi andrò a farmi un whiskaccio al bar sotto casa. Il solito, grazie. On the rocks.

Buon week end a tutti.
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