La nuova vita di Domenicali

Formula1

1 settembre 2014
L'altra sera, come avevo anticipato, ho avuto il piacere di incontrare Stefano Domenicali davanti alla platea della Festa dell'Unità di Reggio Emilia.

Mi hanno colpito molto  due cose. La prima: la massiccia partecipazione popolare. C'era davvero tanta gente.

La seconda: la simpatia che il pubblico ha manifestato nei confronti dell'ex capo del reparto corse della Ferrari, alla sua prima apparizione 'ao vivo' dopo i noti eventi.

Evidentemente, per usare un eufemismo, non tutti condividono le asprezze di giudizio proprie di taluni frequentatori di questa mia casa.

Saggezza proletaria?

Allucinazione collettiva?

Boh.

Comunque, ecco le cose più significative dette dal Dom 'coram populo'.

Le riporto senza commenti. Non ce n'è bisogno.

'Io mi sono assunto le responsabilità di un fallimento. Le cose non sono andate come mi aspettavo e come ci aspettavamo, quindi non ha senso per me, adesso, pontificare. Ovviamente ho le mie idee e magari un giorno troverò un amico (credo di conoscerlo, ndr) che le raccoglierà in un libriccino, però non inseguo le polemiche. E' andata così, non doveva andare così, mi dispiace. Fine delle trasmissioni'.

'In autunno certamente occuperò un ruolo nuovo, non farò il pre pensionato a vita, anche se i mesi senza Ferrari mi hanno felicemente costretto a riscoprire i piaceri della vita quotidiana. I detrattori dicono che dovevo riscoprirli prima e io rispetto il loro accanimento, dopo di che il tempo è galantuomo e come si dice la storia giudicherà'.

'Della Ferrari dico solo questo, sommessamente, da innamorato della squadra e facendo anche autocritica, se qualcuno vuol capire: non sarebbe male recuperare la serenità all'interno, perchè poi abbiamo visto gente in gamba che altrove ha avuto modo di dimostrare il proprio talento. E ho detto che questa è una autocritica'.

'Il pilota con il quale, in ruoli diversi e momenti differenti, ho avuto il rapporto migliore è stato certamente Michael Schumacher. Lui era formidabile perchè il suo contributo non si esauriva nell'eccezionale talento al volante. Aveva la capacità di non esternare mai il suo malessere, quando le cose in pista non funzionavano. In privato, nel team, sapeva essere anche molto severo, persino spietato. Ma fuori era sempre il primo a difendere la squadra'.

'Sulla sua salute so quello che fa sapere la famiglia. Sono molto riservati e li capisco. Siamo in contatto, mi dicono che ci sono piccoli, continui progressi e come tutti voglio sperare che questa terribile ansia finirà nel modo migliore. Dobbiamo solo aspettare, purtroppo'.

'Non è vero che Alonso aveva un rapporto difficile con me o con la scuderia. Fernando è una bella persona e lo dico con franchezza. Rispetto a Schumi certamente è più aperto nei confronti della comunicazione, magari talvolta una sua parola viene tradotta male, ma non è mai stato negativo nei confronti della squadra, della Ferrari. E' stato anche sfortunato, siamo anche stati sfortunati. Abbiamo pagato per i nostri errori, però se avessimo vinto un paio di titoli, ecco, nessuno avrebbe potuto contestarli'.

'Raikkonen è diversissimo da Fernando, ma io lo trovo adorabile. Sono orgoglioso di averlo riportato a Maranello. Mi dispiace di non aver garantito a lui e a Fernando la macchina che meritavano, però sulle cause del flop, come ti ho detto, non mi voglio esprimere, non ora, non sarebbe giusto'.

'La F1 continuo a guardarla, credo non sia giusto considerarla uno spettacolo in crisi, non è così, Esiste un problema di rapporto con le nuovissime generazioni, ho dei figli anch'io, è cambiato tutto, oggi chi ha meno di vent'anni difficilmente si incolla alla tv o al computer per un evento che dura quasi due ore. Credo che l'automobilismo debba evolvere verso le nuove forme di comunicazione, senza rinnegare la sua storia. E' una equazione complicata, ma una soluzione sarà trovata, vedrai'.

'Della situazione attuale in Mercedes sono testimone da lontano. Non penso che Ricciardo possa essere il terzo che gode, alla fine il titolo o sarà di Hamilton o sarà di Rosberg. Lewis deve stare attento alla sindrome di Paperino, se cede alla tentazione di considerarsi il parente povero della famiglia si inguaia. Nico dovrà sopportare, sin da Monza, una pressione enorme, per quello che è accaduto recentemente'.

'Non mi chiedere come li avrei gestiti io! La logica mia, che era poi un insegnamento di Montezemolo e diTodt, era chiara: l'interesse del team prevale sempre, deve prevalere sempre. Dopo di che ci sono molti modi di affrontare le realtà imposte dalla pista. Io cercavo sempre di chiarire le cose in anticipo, ad esempio tu hai scritto delle cose orrende nel 2010 per l'ordine dato a Massa in Germania, ma esisteva una gerarchia determinata il sabato sera, non ci fu nessun colpo basso all'ultimo momento'.

'E dunque è per questo, curiosamente, che a me piaceva Irvine. Eddie era un numero due che sapeva di essere un numero due e da numero due si comportava. Nel 1999 ebbe l'occasione di diventare campione ed è ridicolo sostenere che come Ferrari scegliemmo di farlo perdere. Anzi, guarda, la verità è che a Suzuka, nella gara decisiva, se Irvine fosse stato all'altezza delle sue capacità, che non erano poche, il mondiale lo avrebbe portato a casa. Ma, per la prima e credo unica volta nella sua carriera, si fece divorare dalla tensione, tu c'eri e lo sai, il sabato notte non chiuse occhio e non c'erano donne nella sua camera!'

'Io abito a pochi chilometri dall'autodromo di Monza. Per quasi venticinque anni il week end del Gran premio d'Italia era il week end della corsa a casa mia. Mi hanno invitato, ma stavolta penso che resterò lontano dal circuito. Mi manca la Formula Uno? Sì, un po', è inevitabile. Potevo ottenere di più, nel ruolo che ho ricoperto? Sicuramente, ma ho dato tutto quello che avevo. Rimpianti? Alcuni. Nostalgie? Beh, una volta leggevo il tuo blog e mi incazzavo, adesso lo leggo e mi diverto. Certo che sei una canaglia...'
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