Profondo Rosso

Opinione (definitiva) su Hamilton

  • Io Ho conosciuto Lewis Hamilton in una mattina di primavera del 2007.
    Eravamo a Melbourne.
    Avevo sentito parlare di quel ragazzo come di una scommessa McLaren. Forte era anche la tentazione di considerarlo, senza peraltro cedere a pulsioni razziali!, alla stregua di una nota di colore.
    Lo rividi sul podio alla fine di quel Gran Premio, vinto da Kimi con la Rossa. Alla curiosità subentrò lo stupore.
    Andava forte davvero!
    Venne poi Montecarlo, con quel team radio (grosso modo: Il mio compagno Alonso sta davanti, ma va troppo piano...) rivelatore.
    Sono passati più di dieci anni. E quella che segue è la mia opinione (definitiva) su Lewis.
    Parto dai difetti. Caratterialmente il personaggio ha una tendenza alla sboronaggine. Hamilton si sente come Senna, a quelli della mia generazione fa venire in mente Muhammad Ali. Manca solo si metta a dire "I am the greatest" e buona notte suonatori.
    Aggiungo che, per essere The Greatest, il Nero della Formula Uno ha una macchia sulla carriera. Schumi non avrebbe mai perso un mondiale contro Barrichello. Invece Lewis nel 2016 da Rosberg è stato battuto. Certo nella mia valutazione Nico vale ben più di Rubens, ma un top top top driver da un compagno di team non si fa comunque mettere sotto (non cito la coppia Senna/Prost perché entrambi erano Campionissimi e quindi il discorso non vale).
    Questo per il negativo, per il lato oscuro della forza.
    Dopo di che, a me non resta che confermare quanto sostengo dal remoto 2007.
    In termini di talento puro, Hamilton è formidabile. Non sono sicuro sia più forte di Vettel e mi irrita sentire dire che Seb quest'anno è andato in crisi per colpa del Nero. Diavolo: su 17 gare, davvero qualcuno ritiene che la Ferrari, come macchina, fosse, nella maggioranza dei casi, più veloce di Mercedes?!?
    Io no. Ma sto facendo il dottor Divago.
    Torno a bomba.
    Non si deve dimenticare che nell'estate 2012, eravamo a Monza, quasi tutti, io per primo, dubitammo molto della scelta del Nero di trasferirsi in Mercedes, al posto di Schumi. In tre anni Mercedes aveva vinto appena una corsa ed è pura dietrologia supporre che i vertici di Stoccarda fossero in grado di garantire a Lewis che dal 2014, con la svolta ibrida, la Freccia d'Argento avrebbe dominato, perché tanto il regolamento lo avrebbero scritto loro, eccetera eccetera.
    Glielo avranno anche detto, per carità. Ma io c'ero e per fare un esempio nel 2013 a Maranello pensavano, da Montezemolo in giù, che la power Unit migliore sarebbe stata quella della Ferrari...
    Quindi, Hamilton, facendosi coprire d'oro!, fece una scelta audace. Quanti oggi dicono che tanto si sapeva, con due anni di anticipo!, che Mercedes avrebbe dominato un'era, eh, mentono sapendo di mentire.
    Concludo.
    Lewis Hamilton è un grande pilota. Al di là dei numeri da record. Io spero che Seb Vettel, come Joe Frazier a New York nei confronti di Ali, possa chiudergli la bocca, ridimensionandone il super ego.
    Ma negarne la classe, insomma, è un esercizio da cattivi perdenti, un atteggiamento che su Sky meriterebbe da parte mia, la assegnazione del premio Rododendro...
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