Un sombrero per Ayrton Senna
Quello che sta per accadere in Messico temo appartenga alla logica delle cose.
Non gradita ovviamente a chi ama la Ferrari, ok. Eppure l'idea che Hamilton fosse il favorito per il titolo mi è sempre rimasta conficcata nella testa, anche quando Vettel era meritatamente al top della classifica.
Certo, senza il Triplete degli Orrori (Singapore, Malesia, Giappone) questa partita sarebbe restata in bilico ancora a lungo ma conviene, qui e ora, accettare la realtà dei fatti, immaginando un avvenire frutto (anche) delle lezioni ricevute.
Cioè, io non considero un disastro la stagione Rossa. Tutt'altro.
E mi viene in mente, anche se non c'entra una beata mazza con quanto ho appena finito di esternare, ancora il Messico del 1992.
Il sabato Senna incappò in un incidente.
Incollati ai monitor della sala stampa, tememmo fosse capitato qualcosa di brutto. Urlava dentro l'abitacolo..
Poi, lo vidi.
Dio solo sa perchè, uno spettatore si era messo ad agitare un sombrero. Aveva intuito, trovandosi più o meno sul posto, che Ayrton si stava riprendendo.
Incredibilmente, non si era fatto niente. Come nel 1991, quando lo stesso tracciato si era reso protagonista di un fuori pista ancora più devastante (nel 1991 la macchina, sempre la McLaren, si era cappottata).
Era il 21 marzo 1992, la seconda volta.
Proprio quel giorno Senna compiva 32 anni. Io avevo tagliato il traguardo della stessa età tre giorni prima.
Tu, mi disse, ti sarai regalato una bottiglia di tequila (due, per la precisione). E io mi sono regalato questo schianto.
Io rivedo quel sombrero.
A Imola, poco più di due anni dopo, attesi invano di scorgerlo, in zona Tamburello.
Ps. Spazio sotto per la pole di Ciudad de Mexico e scusate la botta di nostalgia.
