Ora la Ferrari nasconde le sue armi
Talvolta piccoli dettagli si prestano a contraddittorie interpretazioni.
Allora, la Ferrari non porterà novità significative sulla SF90 per le quattro gare che restano, dall'imminente Messico in poi.
La spiegazione ufficiosa che mi è stata data ha il pregio di essere...rassicurante: siamo talmente convinti del piano di sviluppo che stiamo portando avanti, suffragato dai risultati ottenuti da Spa in poi, che, beh, non ha senso mostrare alla concorrenza cosa abbiamo in serbo per il 2020, quando le regole tecniche resteranno praticamente identiche.
Non fa una grinza, così come non fa una grinza l'assoluta indifferenza con la quale a Maranello guardano alle richieste di chiarimento (avanzate dai rivali) a proposito della power unit del Cavallino. Schermaglie che si ripetono, non di rado a ruoli invertiti, tanto per essere chiari.
Fin qui, tutto nella norma, aspettando l'incoronazione di Hamilton in Messico.
Ma, a proposito della Ferrari che (saggiamente) nasconde le sue armi, ecco materializzarsi il grande interrogativo.
Non è che in Mercedes, avendo praticamente già sbrigato le pratiche iridate a metà estate, hanno per caso seguito lo stesso schema?
Cioè, chi può escludere che Toto Wolff abbia detto ai suoi ingegneri: molto bene, in questo 2019 li abbiamo asfaltati, da Spa in poi non ci tireremo certo indietro ma risorse e progetti li spostiamo sul 2020, quando immaginiamo di trovarci di fronte una concorrenza più agguerrita?
E' una domanda destinata a restare sospesa a mezz'aria e a mezz'asta fino al week end di Melbourne, cui mancano grosso modo cinque mesi o giù di lì.
