Profondo Rosso

L’amaro Ferrari, la cioccolata di Schumi

Non mi costa fatica ammetterlo.
Da ferrarista, ho masticato amaro per tre giorni.
Del resto, se hai due macchine davanti a ridosso del primo pit stop e finisci secondo e quarto senza essere sorpassato in pista, uhm, come fai a sentirti bene?
Ergo, ho pensato, ci vuole un po’ di dolcezza.
Venerdì, a Modena, vado a presentare un oggetto speciale.
In occasione di Sciocola’, festa internazionale della cioccolata, viene svelata una versione unica della F2004.
La macchina dei sogni realizzati.
La Rossa dei 15 Gran Premi vinti (su 17).
Il modello, in scala 1:1, beh, è fatto di cioccolata.
Venti quintali di cioccolata, non so se mi spiego.
È un omaggio originale alla vettura ma anche ai cinquant’anni di chi la guidava.
Io credo che il tempo, sempre galantuomo, abbia provveduto a rendere testimonianza definitiva della grandezza di Michael Schumacher.
Se oggi mastichiamo amaro, eh, suppongo dipenda anche, tra le altre cose, dalla impossibilità di replicare una figura come quella del Campionissimo.
Schumi era il nostro cioccolato.

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