La F1 e i commissari con bandiera
Immagino che alcuni tra voi avranno notato l’intemerata del bibitaro Horner contro il tizio che ha sbandierato il giallo nel sabato del Qatar.
Il mio vecchio amico Christian, cloggaro di antica data, per passione e’ un collega del qatariota.
Ecco come vive il suo ruolo. Io aggiungo che senza gente come lui le corse, semplicemente, non esisterebbero.
CHRISTIAN SCRIPSIT
Magari i meno appassionati conoscono Hamilton, Verstappen e anche Ogier, Evans e i vari campioni del WEC e degli altri campionati FIA.
Sono l’apice del motorsport, la parte più visibile. Poi ci sono gli invisibili. Quelli che vivono nei remote garage dei team e quelli che lavorano dietro le quinte.
Essendo uno di questi ultimi, grazie all’ospitalità del padrone di casa, oggi voglio parlarvi di loro. Stewards, Marshal, Timekeeper, Security, ovvero tutti quelli che sono necessari al buon funzionamento di un evento sportivo.
Da qualche anno, per volontà del Presidente Jean Todt, si celebra il #FIAVolunteersWeekEnd. Da buon Napoleone, il nostro Pinguino (cit.) ha capito che il proprio esercito va valorizzato.
Quindi lo scorso week end, a Losail (F1), Monza (WRC), Las Palmas (ERC) e in altri eventi FIA, si sono commemorati i volontari, ovvero, riprendendo le parole del Presidente, “gli eroi non celebrati del motorsport”. Quelli che “senza, semplicemente, non potremmo correre”, come continua Jean Todt nel suo discorso celebrativo.
Finite le fatiche dell’ACI Rally Monza, eccomi qui a ricordare un week end, ma anche una stagione, fatta di passione, sacrifici e divertimento. Tre ingredienti che miscelati a dovere ti fanno sentire orgoglioso di aver fatto parte di un grande circo e che, il lunedì, ti fanno riprendere la tua vita di tutti i giorni mettendo da parte la stanchezza che hai accumulato in pista o lungo una prova speciale.
Poche parole per ricordare che, se sei spinto da una forte passione, il motorsport lo puoi vivere attivamente, non solo dal divano e da dietro una tastiera.
Insomma, quando durante un GP vedete una bandiera agitata da un omino arancione o quando venite invitati da qualcuno in pettorina a stare in sicurezza, ecco pensate alle parole di Jean Todt e pensate alla grande passione che scorre dentro quella persona. E prima di un eventuale insulto, ditegli GRAZIE!
Grazie perché vi sta aiutando, grazie perché mette il suo tempo a disposizione, grazie perché sacrifica qualcosa, magari anche solo un giorno di ferie con la famiglia, a favore di quella passione che tutti noi condividiamo.
Ho un sogno. Un giorno qualcuno valorizzerà questa attività anche in maniera concreta, per esempio in permessi retribuiti. Credo che le nostre dolci metà ringrazierebbero e gli organizzatori non farebbero i salti mortali per gestire gli eventi.
