Chissà come dormiranno Max e Lewis
Chissà come dormiranno stanotte Max e Lewis.
Ho conosciuto piloti che alla vigilia di una gara decisiva non riuscivano a chiudere occhio.
E ne ho conosciuti altri che invece non erano minimamente ossessionati dall’evento.
Sommessamente io credo, con buona pace degli ultras imbecilli, che ad Hamilton e Verstappen debba andare la gratitudine di tutti i veri appassionati di automobilismo.
Al netto di reciproci colpi bassi, che certo non sono mancati e che magari nemmeno domani mancheranno!, siamo in presenza di due campioni straordinari.
Da mesi, dovunque io vada, trovo sempre qualcuno che mi fa: allora, come va a finire?
E non c’è bisogno di specificare.
Stanno parlando di quei due.
Non credo dipenda dalla mia (insignificante!) notorietà.
È proprio che Hamilton e Verstappen hanno riacceso un interesse sopito.
A chi ha fatto buone scuole, fanno venire in mente Ettore e Achille.
A chi apprezza la storia delle grandi rivalità sportive in generale, fanno venire in mente Coppi e Bartali, Ali e Frazier.
A chi ama la Formula Uno, suggeriscono le atmosfere dei Senna e dei Prost.
Ai leoni da tastiera offrono il pretesto per sfoggiare odio, in attesa di TSO.
L’unico rimpianto che ho è che, in tutto questo, la Ferrari sia stata solo tappezzeria.
Rossa, ma pur sempre tappezzeria.
