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Ferrari 2023, odissea nello strazio

Facciamo che è un remake.
Ferrari 2023, odissea nello strazio.
Ci sono modi diversi di…recensire il film.
Versione umoristica: alla fine delle qualifiche di Melbourne l’amico Gigi Mazzola, l’ex ingegnere di Schumi, mi ha steso con una frase sarcastica. Questa: beh, dovresti vedere il bicchiere mezzo pieno, se non altro adesso la Ferrari del sabato somiglia a quella della domenica…
Versione drammatica. Mia madre va per i 96, è più lucida di me e mi ha accolto così: “Non ti vergogni? Ancora dovevo compiere ottant’anni quando avete vinto l’ultimo mondiale piloti con il tuo amichetto finlandese. Cosa diavolo combinate, a Maranello?” (La mamma è convinta che io sia tra i responsabili del reparto corse, una volta le passai Todt al telefono e si misero a discutere di cambi gomme, con il Pinguino di Francia che poi garbatamente mi disse: lei non ha preso da sua madre, che è decisamente più sveglia).
Tutto questo per dire che il momento è catartico.
È vero che tolto Verstappen ci sono parecchie macchine in un fazzoletto di decimi.
Ma la Ferrari sta dietro e ancora non conosciamo il ritmo gara.
Da fuori, è evidente che la coperta è sempre troppo corta. Durante l’inverno è stata presa una direzione tecnica sbagliata. Se da seconda forza del campionato diventi la quarta, beh, è inutile girarci Intorno.
Ciò rende ancora più urticante la divulgazione di un messaggio ultra ottimista a motori spenti.
Ma non è importante questo ultimo aspetto, anche se indicativo di una mentalità da correggere.
Ciò che serve, chiedo scusa per l’insistenza!, è un drastico cambiamento. Nella struttura e nella filosofia. Negli uomini e nel modo di lavorare.
Poco mi interessano, qui e ora, le parole dei piloti o le incertezze “gestionali”, chiamiamole così, in qualifica. Che Leclerc e Sainz vivano uno stato di frustrazione è perfettamente normale. Anzi, a me non dispiace che siano incazzati.
Da una odissea nello strazio si può uscire. Faticosamente e persino evito di evocare la necessità di portare pazienza: se uno la pazienza non ce l’ha, deve smetterla di tifare Ferrari.
E invece, e già, io sono ancora qua (una volta Vasco incontrò per caso Kimi nei paraggi di Zocca. Se Leclerc o Sainz fanno tanto di vincere un Gp quest’anno, magari ve la racconto).

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