Profondo Rosso

E se Red Bull facesse la fine dei giap a 2 ruote?

Ebbene, sì.

Vogliamo continuare a farci del male.

Dopo la prosa in stile BoP del ruvido Ricccris, è il momento di risvegliare dal letargo un altro prestigioso columnist cloggaro.

Il delirante Roli.

Orbene, grazie a Ducati la MotoGp è diventata di fatto monomarca.

Per questo in tempi non sospetti avevo suggerito al sempre ilare curato di campagna francese, il rotondo Vasseur, una comoda gita a Borgo Panigale.

Per studiare un metodo.

Nel frattempo, su due ruote stanno naufragando i brand giapponesi, a lungo dominatori.

Chissa’, potrebbe capitare pure ai Bibitari.

Sentiamo cosa ha da dire in merito il delirante.

Buon week end.

ROLI SCRIPSIT

Domenica si corre ad Assen la gara del MotoMondiale, ai vecchi come me fa ancora specie che si corra di domenica dato che fino al 2015 la corsa veniva disputata sempre l'ultimo sabato di giugno ma bando ai sentimentalismi e tuffiamoci a pesce nelle previsioni dei possibili risultati.

Ovviamente per le posizioni di vertice (a meno di scrosci d'acqua dal cielo che potrebbero favorire le Austriache anfibie KTM) parliamo dei fortunati 8 piloti in sella alle Ducati, troppo alto il vantaggio della marca bolognese sul resto della concorrenza, Bagnaia, Bezzecchi e Martin sopra tutti ma non mi meraviglierei di sorprese dell'ultimo momento.

Assen resta uno dei pochi templi del motociclismo, dal 1949 si corre sul circuito che oggi sopravvive seppur largamente rimaneggiato ma che conserva due tratti da alta velocità a moto inclinata e freno in mano.

Sarà l'ennesima prova di forza anche per chi insegue a livello tecnico, in primis le Aprilia con tantissima inespressa potenzialità ed a seguire le due case giapponesi rimaste, Honda e Yamaha.

Sono sempre più lontani gli echi del dominio tecnico espresso dai motoristi del Sol levante, supremazia espressa già dalla metà degli anni 70 post MV fino all'exploit delle Iperducati di pochi anni fa, l'estrema ricerca aerodinamica che Gigi Dall'Igna iniziò a sperimentare in Aprilia all'inizio degli anni 2000 ha stravolto totalmente i parametri di guida delle moto in classe regina ora molto simili a F1 su due ruote e quindi sempre più difficili da gestire per chi non è "nativo digitale".

Crisi nera che se da una parte (Yamaha) fu preannunciata dal fine carriera di VR46, ostinati a non voler rivoluzionare quella M1R che nacque nel 2004 e dall'altra parte una Honda HRC che finisce nei guai per aver assecondato totalmente le indicazioni di un solo fenomenale pilota, ma che guidava con funambolismi irripetibili per troppe stagioni di seguito.

Da qui in poi vedremo se il più grande costruttore di moto abbia voglia di abdicare di fronte ad una piccola fabbrichetta alla periferia di Bologna che fabbricava radio e motorini oppure vada ad attingere al famoso "frigorifero" Hrc dove negli anni'80 si vociferava venisse custodito anche il sacro Graal insieme all'Arca dell'Alleanza.

Fuori dai giochi mondiali quindi i recenti Campioni Quartararo, Marquez e Mir ; vedremo se Pecco Bagnaia si accontenterà di fare il Jodi Schekter del 1979 o se proverà a rinverdire i fasti del suo mentore che ebbe la sua ultima vittoria proprio su questo tracciato, il 21 giugno 2017, a 38 anni suonati, Pecco ha 26 anni e con questa Ducati può fare quello che vuole.

comments powered by Disqus