Profondo Rosso

Montecarlo come la Corazzata Potiomkin

Sarò greve.
Il Gran Premio di Montecarlo come la Corazzata Potiomkin del ragionier Fantozzi: la doppia sosta obbligatoria si è rivelata una boiata pazzesca, ha persino attenuato la già ridotta carica emotiva dell’evento.
C’è poco da fare: queste monoposto sono così lunghe e così larghe che farle correre sulle stradine del Principato e’ davvero un delizioso (?) anacronismo. Più di una volta, temo. E infatti tutto si è deciso al sabato.
Poi, certo, ammetto senza pudore, da ferrarista vero, che se a Leclerc fosse riuscito il miracolo userei altri toni e altre parole: anche se, in verità, è già un capolavoro il secondo posto ottenuto da Carletto a casa sua. E’ il miglior risultato stagionale della SF25: ma non può bastare. A meno di non vivere di false convinzioni.
Mi spiego. Domenica prossima a Barcellona entrerà in vigore la nuova direttiva della federazione Internazionale sulla flessibilità delle ali anteriori.
Gli ottimisti (gli illusi?) credono che la norma frenerà lo strapotere della McLaren. Figuratevi se non me lo auguro. E’ possibile ma è lecito dubitarne. Mi spiego anche qui: i team sanno da mesi che la regola cambia ed è dura immaginare che Andrea Stella, il bravissimo leader italiano della squadra Papaya, si faccia cogliere di sorpresa.
Riuscirà la Ferrari a sfruttare l’occasione per mettere Leclerc e Hamilton in condizione di lottare per qualcosa in più di piazzamenti più o meno decorosi? Oppure è il caso di spostare (malinconicamente) risorse e speranze sul 2026? Entro luglio lo scopriremo.
Per ora, nonostante la tigna dell’irriducibile Verstappen, la partita iridata è affare esclusivo di Norris, ieri meritatamente in trionfo, e Piastri. Hanno in mano un missile (vedi ultimo giro di Monaco, quando Verstappen si è tolto di mezzo) e hanno trionfato in sei Gran Premi su otto.
Non era questa la stagione che gli innamorati del Cavallino immaginavano solo qualche mese fa.
Ps. Hadjar sempre più convincente. A Kimi Antonelli serve un reset.

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