Ferrari, verrà mai la volta buona?
Nemmeno questa era la volta buona. Un’altra pole di Carletto, un’altra sconfitta per la Ferrari. Occhio ai numeri: delle 27 pole ottenute, Leclerc ne ha finalizzate con la vittoria appena 5. La sua percentuale di pole senza vittorie supera l’ottanta per cento: è la terza più alta dopo quelle del mio amico Arnoux e di David Coulthard. I successi del monegasco Charles rimangono 8. Otto, una cifra che non rende giustizia alla classe del pilota.
Ancora: Leclerc dalle sue ultime 16 pole ha ottenuto solo una vittoria (Monaco ‘24). Di più. Dalle sue ultime 23 partenze in prima fila ha ricavato una vittoria: sempre Monaco ‘24.
Parto dalle statistiche per chiarire che qui e ora interessa fino ad un certo punto se, come da versione ufficiale, sia stato il plank consumato a demolire le speranze del Cavallino Qualunque sia la ragione, c’è una tendenza che è indice di una fragilità cui fin qui non si riesce a porre rimedio.
Non ha torto il neo confermato Fred Vasseur quando sostiene che nella F1 del presente e’ fondamentale riuscire a mettere tutto insieme. Evidentemente ancora non ci siamo.
Dopo di che, inutile girarci intorno: adesso, agosto 2025, la Ferrari corre con un driver solo. Nel senso che Hamilton non c’è. E’ come la temperatura di Ulan Bator nell’antico bollettino dei naviganti di Radio Rai: non pervenuto.
Ora, per una infinità di motivi Lewis merita il rispetto di tutti. Ha fatto la Storia, e’ la Storia. Infierire sulla crisi è pesante anche a livello umano: escludo che il personaggio sia indifferente alle figuracce che sta rimediando.
Però, c’è un limite. Se Leclerc lotta per pole e podio, Hamilton deve essere lì vicino. Deve, esatto: se no non si comprende perché abbia scelto Maranello e la Rossa.
Come già mi è capitato di scrivere, solo Lewis conosce la verità. Ne ha ancora? Se si’, lo dimostri. Senza ricorrere a messaggi criptici, che lasciano perplessi anche quanti gli vogliono bene.
Chiudo con la dittatura McLaren. Presto o tardi Norris, che ha prevalso, e Piastri si butteranno fuori a vicenda.
Commovente Alonso.
Bravissimi Lawson e Bortoleto.
