Se anche l’ex Minardi sta davanti alla Ferrari
Allora.
Narra la leggenda che trent’anni fa, dopo le qualifiche di un Gp chiuse dalla Ferrari alle spalle di una scuderia romagnola, beh, Gianni Agnelli telefonò all’avvocato Montezemolo per dirgli: cavo Luca, ma la F1 non deve poi esseve tanto complicata se il concessionavio Fiat di Faenza fa meglio di noi!
E il riferimento era al grande Giancarlo Minardi, mio amico carissimo che ancora oggi è uno dei pochi a sapere di cosa parla quando si occupa di automobilismo.
Bene, anzi, male: ci risiamo. Ieri come sappiamo in Olanda Leclerc ha chiuso sesto con Hamilton settimo. E davanti alle Rosse si è infilata, come ai tempi della telefonata dell’Avvocato, anche la macchina confezionata a Faenza. La vettura non si chiama più Minardi, sappiamo anche che da un pezzo e’ il team satellite della Red Bull, ma sempre lì stiamo: fa un certo effetto trovare in griglia al quarto posto il franco algerino Hadjar. Pilota di qualità, per carità: ma la Ferrari è stata al di sotto delle pur non esaltanti aspettative.
Mi permetterò pure una citazione liturgica. Quando San Paolo andò ad incontrare i filosofi ateniesi, questi lo ascoltarono con rispetto ed attenzione. Ma quando il santo proclamò’ la resurrezione del Cristo, gli risposero: di questo parleremo un’altra volta.
Della rinascita Ferrari, idem: speriamo di parlarne da Monza, fra qualche giorno.
Dopo di che, seriamente: i vertici di Maranello hanno deciso di puntare su Vasseur e hanno motivato pubblicamente la loro scelta. Come ho scritto da subito, si può condividere o meno la scelta: ma è inutile ragionare sul passato, su cosa poteva essere e non è stato. Già siamo vicini alla riabilitazione di Binotto, per tacere dì Arrivabene.
E insomma.
Stiamo al presente: fin qui, è clamorosamente deludente. Voglio dire che Vasseur NON è stato confermato per i risultati, che semplicemente non ci sono. Evidentemente chi comanda si fida in prospettiva futura: e vedremo nel 2026 se tale fiducia era ben riposta.
Qui mi fermo, auspicando sommessamente che la pioggia possa regalare una opportunità allo stoico Verstappen.
Altrimenti, sarà una sfida solo Papaya.
