Grand Hotel Ferrari, gente che viene gente che va…
Che Zimmermann e Schmidt, tecnici motoristi da anni legati alla Ferrari, interrompano la collaborazione con Maranello a pochi mesi dalla introduzione della nuova complicatissima power unit e’ notizia che si presta ad interpretazioni oggettivamente contrastanti.
E ammettiamolo: sono partito con una bella supercazzola. Con scappellamento su via Abetone Inferiore, eh.
Prima ipotesi. Sono vere le voci (ne accennai sommessamente) di perplessità diffuse sulle prospettive del motore Rosso 2026 e quindi la rottura è figlia di un disappunto che si spera verrà smentito dai fatti.
Seconda. Si dice che Zimmermann e Schmidt siano stati convinti da Mattia Binotto, che ha lavorato a lungo con loro e che ha trovato convincenti argomenti per farsi seguire dai due in casa Audi.
Dopo di che, conviene coltivare la speranza che Fred Vasseur, appena confermato al vertice del reparto corse del Cavallino, sappia che cosa sta facendo. E’ compito del team principal valutare le risorse umane, cambiare quello che eventualmente è da cambiare e bla bla bla.
Di sicuro, siamo a metà Settembre e non la Ferrari ancora non ha provato al banco tutto il Power Train. E mancano tre mesi all'omologazione dei componenti da parte della FIA.
Aggiungo, come faccio sempre, che io di tecnica so zero. E il turn over di ingegneri di qualunque spessore, interni o esterni alla azienda, in F1 è la norma. Ad esempio c’è anche chi mormora che l’ingegner Tondi, che invece è un aerodinamico, abbia la valigia pronta.
E’ fuori discussione una cosa: la mancanza di risultati facilita l’esondazione dei sussurri.
Cioè siamo sempre lì: vincere aiuta a vincere, chi vince festeggia e chi perde spiega e quando si perde non è improbabile trasformarsi in una sorta di Grand Hotel.
Gente che viene, gente che va…
