Profondo Rosso

La laurea di Piero e la Ferrari sempre bocciata

Facciamo che mi piace vincere facile.
Ho accompagnato Piero Ferrari alla Università di Verona, dove gli è stata conferita la terza laurea honoris causa.
E ho pensato: fa in tempo ad ottenere la quarta prima che la Rossa da Gran Premio esca dal buco nero.
Per un Ferrari laureato, c’è una Ferrari in pista sempre inesorabilmente bocciata.
Guardate, a me interessa poco il dibattito sulle gomme gialle e le temperature e Lewis che si lamenta e Carletto che va a sbattere e la rava e la fava.
Nemmeno mi consola Piastri a muro e Norris in versione tartaruga.
Il punto è un altro.
Questa è una stagione disgraziata e ve l’ho detto e scritto da marzo. La macchina è sbagliata e cercare colpevoli di comodo e’ un esercizio che lascio ad altri. La responsabilità è di chi lavora lì dentro e gli interessati ne sono perfettamente consapevoli.
Aggiungo che fin qui i tentativi di recuperare competitività sono mestamente falliti.
Ma il punto, dicevo, è un altro. Proprio perché è un anno così, devi sfruttare le occasioni che si presentano.
Come, per inciso, sta facendo Verstappen
E invece.
Per Hamilton il Q3 troppo spesso è un miraggio.
Leclerc in Q3 ci è andato ma non può farmi una cappella del genere.
Inoltre è fortissima la sensazione che in squadra la Confusione sia andata al potere.
Faccio notare che, approfittando di circostanze estreme e di bandiere rosse sparse, in prima fila c’è Sainz con la Williams e in seconda ci sta Lawson con la macchina di Faenza.
Sainz e Lawson.
Usque tandem abutere eccetera.
Va bene. Anzi, va male. Malissimo.
Nulla sapendo di eventuali sanzioni dei commissari, sono contento per Kimi Antonelli. Per la prima volta in qualifica da Gp e’ stato davanti al collega di lavoro Russell. Voglio bene a questo ragazzo, parla il mio dialetto: gli auguro di uscire dalla crisi.
Ps. Alla laurea di Piero Ferrari con me c’era anche Antonello Coletta. Gli ho detto di spicciarsi a vincere il Mondiale Wec, ormai sono anziano e in F1 tira per noi una brutta aria. Volevo tradurre il tutto per Yifei, il pilota cinese che con la 499 ha trionfato a Le Mans ed era lì anche lui. Non c’è stato bisogno: Yifei parla un italiano perfetto.
Ma allora volete stravincere…

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