La Ferrari e la condanna all’anonimato
Ho già visto queste cose?
Si’.
Mandano in depressione?
Si’, anche se altri sono i drammi della vita.
Ma insomma, che tristezza.
Quello che più fa male, di questa Ferrari, e’ il progressivo, inesorabile scivolamento nell’anonimato. Nel momento in cui la McLaren sembra essersi misteriosamente inceppata, non è la Rossa a subentrarle. Per niente, anzi.
Abbiamo un Verstappen che si è rimesso a dominare con una Red Bull ritrovata. Ma abbiamo pure la rediviva Mercedes che sorpassa il Cavallino nella classifica riservata ai costruttori. E tanto per non farci mancare nulla, nell’arco del week end pure la Williams e la ex Minardi sono state regolarmente davanti ad Hamilton e Leclerc.
Lo dico? Lo scrivo. Qui sta ormai diventando stucchevole la litania classica del dopo gara: la prestazione poteva esserci, non siamo riusciti a mettere tutto assieme, la questione delle gomme che non vanno in temperatura e’ un evergreen, poi a volte è il fondo piatto, senza dimenticare la potenza che cala e bla bla bla.
Chiedo scusa ai miei quattro lettori per lo sconforto, ma come antidoto alla depressione mi viene in mente solo Peppino De Filippo, grande comico del Novecento, nei panni di un certo Pappagone. Costui si chiedeva: ma siamo vincoli o sparpagliati?
Ecco, appunto. A Maranello sono vincoli o sparpagliati? Siamo arrivati all’autunno e ancora non è stata trovata una soluzione ai problemi, tecnici o gestionali che siano. Fred Vasseur ha tutto il diritto di lamentarsi per le troppe chiacchiere che circolano intorno alla Ferrari, ma spero sappia che soltanto con le vittorie si spegne il falò delle indiscrezioni. E invece sempre qui stiamo: a specchiarci in una impotenza che genera rassegne. Non va bene, non va assolutamente bene.
Adesso, due parole su Kimi Antonelli. Il ragazzo ha risposto da campione alle malignità degli odiatori in servizio permanente effettivo. A Baku ha sfiorato il podio e a chi continua a segnalare che Russell gli sta sistematicamente davanti, beh, mi permetto di ricordare che George è un gran pilota e semmai sarebbe strano il contrario. Kimi resterà di sicuro in Mercedes anche nel 2026 e non ci deluderà (almeno spero, eh!).
Infine, fossi Andrea Stelka, capo italiano di McLaren, regalerei una bella sveglia a Piastri e a Norris. Se non stanno attenti, Verstappen arriva. E Max è un gran brutto cliente, se fiuta odore di mondiale…
