Il Mondiale che la Ferrari aspetta da 53 anni
Stamattina ho incontrato la figlia neo maggiorenne di un caro amico. Mi ha garbatamente segnalato che lei non ha mai visto la Ferrari campione del mondo.
Le ho risposto che è sempre questione di prospettiva.
Cioe’: sono anche 53 anni, altro che 18!, che la Ferrari non vince il titolo iridato assoluto in quello che un tempo si chiamava Campionato Marche (o Prototipi, come volete).
La ragazza mi ha guardato come fossi un alieno. Spiegarle cosa sia il Wec è stato abbastanza complicato e forse inutile, perché con buona pace dei puristi non c’è proprio paragone, la F1 rimane qualcosa di inarrivabile, in termini di impatto emotivo.
Pero’, è vero.
Domenica prossima in Giappone, appunto 53 anni dopo!, la Ferrari potrebbe riconquistare quel titolo.
Mi fa piacere ricordarlo soprattutto a me stesso, perché in fondo la nostalgia dell’adolescenza è un sentimento che resiste a tutto.
E a questo punto lascio volentieri la parola al nostro aedo del Wec, il tenero Emi.
Buona lettura.
EMI SCRIPSIT
Ufficio facce, “faccia” Coletta
Ciao Maestro.
Sai che in fondo in fondo, penso che questo pezzo avresti dovuto scriverlo tu? Insomma, dopo la tua gita veronese avrai certo più il polso della situazione rispetto al sottoscritto. Il perfetto Ufficio facce tra Piero Ferrari e Antonello Coletta, col “rinforzino” del cinese Yifei (a proposito: rimembro ancora la sua venuta in Rosso,anzi in “giallo”dopo l’esperienza Porsche con Jota. “Paga la Cina”dicevano. Io invece ricordavo un pilota che aveva perso una 24 Ore Le Mans, con Kubica in Lmp2 quattro anni fa all’ultimo giro. Fidati, questo “viaggia”). Qualche sorriso, qualche battuta(immagino, conoscendoti) e poi quella tua richiesta a Coletta: “Faccia presto,ormai sono anziano.” Tremebondo figuro! Ma dove anziano!? Forse nella punta dei capelli! Eppure, lo avresti mai detto non più tardi del 2023, al rientro della Rossa in Hypercar? Tre vittorie consecutive a Le Mans e giocarsi il Mondiale a due gare dal termine, in entrambe le classifiche. Eppure, tu con la tua vita randagia stai chiedendo asilo alle gare di durata per ritrovare il senso del mito. Fai solo bene Maestro. Del resto, come spesso citi, molti dimenticano troppo in fretta sul finire degli anni ’40, la nascita del mito Ferrari proprio a Le Mans. Favole che solo la Rossa può scrivere, in un immaginario Olimpo motoristico. Però. Però tu vorresti la coscienza rassicurata che almeno qui non vada tutto a carte ’48 come in F1, nonostante il tuo umile scriba in senso assoluto, tale certezza non possa certo dartela. Ciò che mi viene da dirti è che il Fuji nelle due precedenti edizioni della 6 Ore non si è dimostrata una pista troppo amica della 499, ma è altrettanto vero che la macchina ( e soprattutto la squadra) sono notevolmente migliorati sia in termine di gestione che di prestazione della vettura. A Bop invariato (perdonami, ma se non lo cito sfalsiamo la cronaca…) rispetto ad Austin, la Ferrari che si presenta in Giappone conferma pienamente il positivo andamento del campionato, da leader indiscusso fin dalla prima gara della stagione. Dopodiché. Dopodiché se Toyota non fa risultato nemmeno sulla pista di casa in questo 2025, possiamo immaginare un dominio ascrivibile al solo futuro e alla prossima categoria di vetture a idrogeno, che l’Aco è intenzionata a proporre nelle gare del WEC già dal termine di questo decennio (Una Rossa a idrogeno…tu come la vedi? In treno da Foggia?cit).
Sì Nume, non ti sei sbagliato. Hai fatto bene a chiedere a Coletta di far presto. In fondo, ha cambiato più lui la faccia della Ferrari nel mondo delle corse in questi ultimi vent’anni, di tutti i Tp che si sono avvicendati al capezzale della Ges in F1.
L’ ufficio facce.“Faccia” Coletta, all’ufficio del Fuji.
Scegli tu, quale forma e significato tra virgolette, ti aggradi di più.
