Profondo Rosso

Colajanni alla McLaren, Giorgia Meloni al Pd

Ok, ok.
Debbo spiegare subito il titolo che sta sopra.
Precisando che non la sto buttando in politica.
Sulla mia modestissima persona, l’annuncio di Luca Colajanni al vertice della comunicazione McLaren suscita lo stesso effetto che avrebbe sapere che Giorgia Meloni e’ passata al Pd.
Per capirci.
Professionalmente, nulla da eccepire. Il Cola fa un mestiere, ama occuparsi di F1, era transitato pure dalla Federtennis dei Sinner ma se gli togli il rumore del paddock lui va in depressione e pace. Del resto pure la da lui poco amata Silvia Hoffer, oggi al timone della comunicazione Ferrari da Gp, in età da liceale ha lavorato per Williams e McLaren.
Però, c’è un però.
Il perfido Cola, meritoriamente opinionista di questo Clog in un’altra vita, è uno così ferrarista che più ferrarista non si può.
Non per niente fino a ieri, salvo una breve parentesi alla Marussia, che peraltro faceva correre il povero Jules Bianchi, a parte quel transito lì, dicevo, il Cola ai box ha sempre avuto ruoli “istituzionali”: la Fia, la Formula E, la Pirelli, bla bla bla.
Credo che per lunghissimo tempo il perfido che tolse (inutilmente, ehm ehm) una buccia di banana vera da sotto la macchina di Alonso ad Abu Dhabi nel 2010, ecco, dicevo, credo che il vecchio Cola per lunghissimo tempo abbia respinto l’idea di saltare la barricata.
Tant’è che a Maranello c’era pure tornato, in era Faraone Binotto. Non finì bene.
A me, ripeto, il Cola in Papaya provoca uno stranguglione. Ci leggo un segno dei mala tempora currunt (per il Cavallino) e mi dispiace, anche se so benissimo che non è un comunicatore a farti vincere le corse.
Eppure.
Eppure ci sono ricordi consumati insieme. Ci sono le sue tremende incazzature per le cose che pubblicavo e per quando lo definivo Luca Bugia e giù a spiegargli che era un complimento e in fondo a me bastava dirgli “ma hai visto che punizione che ha tirato il Chino Recoba” e il perfido la buttava in vacca delirando sul pallone in salsa Inter. Ci sono le emozioni in Rosso, belle e brutte, condivise assieme, un viaggio a Firenze per evitargli una scelta sbagliata, le gioie per i titoli di Schumi e di Raikkonen e le paturnie per sconfitte che si potevano, si dovevano evitare.
Riassumendo.
Io a questo sciagurato voglio clamorosamente bene, anche se tento’ di farmi credere che Belfodil era un gran centravanti e dunque ritrovarmelo in McLaren, di sicuro a raccontare palle gigantesche, peraltro mirabilmente, sul bene profondo che Norris nutre per Piastri, perbacco, mi irrita profondamente.
Non dovevamo invecchiare così, bro.

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