Profondo Rosso

La Ferrari dal Messico al Messico

Dal Messico al Messico.
Un anno di Ferrari vissuto dolorosamente.
Zero vittorie.
La sensazione deprimente di una imbarazzante incapacità di correggere i difetti della macchina.
Ho raccontato tutto questo e continuo ad occuparmene non per infierire: la verità è sotto gli occhi di tutti.
Ed è persino mortificante dire a noi stessi, dopo Austin: beh, dai, non c’è male.
Per un terzo e un quarto posto.
Nella stagione che era iniziata in mezzo a clamorose manifestazioni di euforia.
Bene.
Anzi, malissimo.
Detto tutto ciò, preso atto che per un ferrarista è stato un anno tra i peggiori di sempre, guardiamo avanti.
Mi aspetto che la proprietà sia coerente con le esternazioni. Non faccio retorica: per un mito come il Cavallino, lottare per la vittoria e’ il minimo sindacale.
Ho scritto, non a caso, lottare per la vittoria. Come nel 1996, nel 1998, nel 1999, nel 2006, nel 2008, nel 2010, nel 2012.
Il secondo posto nei costruttori del 2024 aveva alimentato speranze proprio perché, finalmente, le Rosse erano state in lizza per un titolo dopo una generazione.
Io credo che John Elkann, con tutti i suoi difetti, sia ben consapevole di non poter passare alla storia come il presidente delle eterne sconfitte.
Dopo di che, ancora, sulla questione Vasseur non c’è bisogno di essere Einstein per ipotizzare scenari inesorabilmente legati al risultato complessivo del 2026.
Lo shock della stagione attuale non lascia scampo: dal prossimo marzo, appunto, la Ferrari dovrà lottare per vincere.
Altrimenti, lo sapete già (ed è pure normale, non prendiamoci in giro).
Dei piloti mi fido.
Leclerc viene contestato (per partito preso) solo dai bastian contrari in servizio permanente effettivo e da chi di F1 proprio non ne capisce.
Hamilton è Hamilton.
Poteva dare di più?
Sì, per carità.
Ma torniamo sempre lì: che macchina gli hanno dato? Che evoluzione tecnica c’è stata, nell’arco dell’annata?
Dal Messico al Messico, e’ stata dura sopravvivere.
Poi magari domenica prossima si vince e me lo auguro.
Ma non si scappa dalla realtà che tenacemente descrivo.
Fidatevi.
I fatti sono terribilmente testardi, anche in tempi di fake news.

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