Profondo Rosso

E se in Messico vincesse Hamilton?

Abbiate pazienza.
Ho deciso di affidare al fedelissimo Mazgiorg, a fine stagione, la decisione su chi possa o non possa continuare a delirare sotto le mie elucubrazioni.
Ma questo è il meno.
No, dico.
E se stasera vincesse il Baronetto?
Io ne sarei felice.
Hamilton è un vecchio sughero che ancora galleggia nel mare delle nostre tempeste emotive.
Confesso.
Mi sono intenerito, nel sabato messicano, vedendolo salire fino al terzo posto in griglia.
Risultato mai ottenuto da lui a bordo di una Rossa.
E se fosse la volta buona?
Io ho visto Lewis al debutto, nel 2007. Era formidabile.
Contrariamente a quanto credono taluni babbei che scrivono qua sotto, il vero Hamilton non è quello della epopea Mercedes.
Tra il 2014 e il 2020, a parte ovviamente Rosberg, il titolo lo avrebbe vinto, con quella macchina, pure Mazgiorg.
E lo sanno tutti quelli che capiscono un minimo di automobilismo.
L’Hamilton vero, fuoriclasse purissimo, è quello che con McLaren ancora nel 2010 arriva, almeno aritmeticamente, a giocarsi il titolo in quel di Abu Dhabi.
Il resto è colore, roba da ultras da divano (per capirci, visto che ci ho scritto pure un libro vendutissimo, una vita fa: la miglior versione di Schumi in Ferrari è quella che dal 1996 al 1999, quando faceva miracoli con una vettura non all’altezza del suo talento. Ma capisco che farmi capire e’ impossibile, dominando l’ignoranza).
Ho detto (manco fossi Manitu’, ma se non avete mai letto Zagor mi fermo qui).

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