Profondo Rosso

Buon Anno a Schumi e Zanardi

Ogni 30 dicembre la mia memoria torna la’.
A un viaggio intriso di sgomento.
Dovevo passare da Sky e poi da lì recarmi in Francia.
Per raccogliere le notizie tristissime sul dramma infinito di Michael Schumacher.
Era il 2013.
Da allora, sempre, quando mi dedico pubblicamente alla Formula Uno e non solo, trovo persone che con garbo mi chiedono se so qualcosa sulle condizioni di salute del Campionissimo.
E’ doloroso non poter rispondere ma sin dall’inizio ho condiviso la scelta del silenzio da parte della famiglia.
Persino in questa epoca scellerata del web guardone, ci sono confini che non possono e non debbono essere superati.
Sapete, il mio è il mestiere più bello del mondo, se riesci a farlo come lo sogni da bambino.
E quando mi guardo indietro avverto un senso di gratitudine: è stato bello avere avuto l’occasione di raccontare le imprese agonistiche di un personaggio come Schumi.
Non posso dire di essere amico suo: Michael non dava confidenza a nessuno, al di fuori della sua cerchia ristretta.
Anche questa era una scelta da rispettare.
C’era qualcosa di speciale, nel suo approccio alle corse. Nemmeno lui era un santo, tutt’altro.
Però mi ha emozionato come pochissimi, in questa vita randagia da testimone della altrui grandezza.
E a proposito di gratitudine.
Ogni anno che finisce, per connessione istintiva, mi viene in mente anche Alessandro Zanardi.
Alex!
Dio sa quante volte ci siamo parlati in dialetto, raccontandoci storie che appartenevano ad un sentimento comune.
Ci sono oceani di silenzio che racchiudono i mari in tempesta di rimpianti indicibili.
Buon anno a tutti, buon anno a Michael e ad Alex.

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