Profondo Rosso

F1 2026, la griglia di partenza (sulla sabbia)

Premessa.
Sto finendo di occuparmi di neve e di ghiaccio alla Olimpiade.
Ma ho scritto t’amo sulla sabbia di Sakhir, va mo la’.
Sebbene non abbia molto senso, un po’ per gioco e un po’ per non morir ecco, dal basso verso l’alto, una sgangherata ipotesi di start list per Melbourne 2026.
Undicesima posizione: Aston Martin. Mi segnalano Frenando Alonso sull’orlo di una crisi di nervi. Se la Honda gli rifila un altro Gp2 Engine giuro che mi iscrivo alla prossima Olimpiade con il bob a 4 della Giamaica. Quanto ad Adrian Newey, quandoque dormitat Homerus?
Decima posizione. Cadillac. Si mormora che alla sorella di Lindsey Vonn piaccia molto Valterino Bottas. Per ora l’iconico brand americano sembra una brutta copia della Haas. Però il nipote del Checo Perez magari è una sorpresa.
Nona posizione. Alpine. A me d’istinto Flavione Briatore fa sempre venire in mente una hit di Antonello Venditti. L’idea da lui lanciata di disputare 24 Sprint Race a stagione potrebbe far supporre che abbia dubbi sulla tenuta alla distanza della vettura di Gasly e Colapinto. Ma c’è chi lo vede come outsider…
Ottava posizione. Williams. Confesso di non averci capito granché. Il barbatrucco della power unit Mercedes (poi tornerò sull’argomento) dovrebbe dare qualche vantaggio a Sainz e Albon. Dovrebbe, perché poi conta anche il resto, eh.
Settima posizione. Racing Bulls. Mi raccontano buonissime cose su Arvid Anand Olof Lindblad (ma chiamiamolo Thor, che si fa prima). Il motore Made in Red Bull potrebbe essere la sorpresa della stagione , sempre che Verstappen non lo distrugga prima a martellate.
Sesta posizione. Audi. Ho un debole per Bortoleto e rispetto il giovanissimo Hulkenberg. Poi c’è Bin8, se fa il colpaccio con la casa degli anelli va a finire che Crozza torna ad imitarlo in tv. La sua squadra va tenuta d’occhio, almeno in prospettiva.
Quinta posizione. Haas. Sono purtroppo fortemente condizionato dalla simpatia che nutro per l’Orsetto. Se la Pu Ferrari è buona, Bearman diventa il leader della seconda fascia del campionato.
Quarta posizione. Red Bull. Se ha ragione Verstappen, ci attende una Formula Uno versione Corazzata Potiomkin e giù novantadue minuti di applausi. In generale invece trovo stia passando un po’ sotto silenzio il fatto che i Bibitari abbiano confezionato un motore che pare competitivo. Tutti a dire che non ci voleva granché. Sul serio? Se vincono, e’ una storia pazzesca. Se vincono, appunto.
Terza posizione. Ferrari. Da quanti anni una innovazione tecnica “pesante” non veniva da Maranello? Questo è un segnale interessante, ovviamente da verificare sul piano dei risultati. Ma l’ala posteriore rotante in stile Macarena è una roba da Jeeg Robot. Se il curato di campagna Vasseur tiene duro sulla battaglia politica (sul motore Mercedes) e’ la volta che lo promuovo vescovo. Papa solo se riporta il titolo in Italia.
Seconda posizione. Mercedes. Scusate, ma io sono apota. Cioè non me la bevo. Adesso Totone narra che il barbatrucco sulla PU garantisce al massimo forse due o tre cavalli in più. E per tre cavalli in più mi monti un casino del genere, che minaccia la credibilità dell’intera F1? Ho una vaga idea di come andrà a finire la faccenda, di sicuro Antonelli e Russell non sembrano preoccupati.
Prima posizione. McLaren. Noblesse oblige. Sono i campioni in carica. Hanno la menata Mercedes nella schiena. Norris da iridato ha fatto il salto di qualità. Piastri resta il mio pupillo. E Stella è uno dei migliori cervelli italiani in fuga. Favoriti.
Ps. Non condivido quasi nulla di quanto ho appena scritto. Ergo, sono pronto per il Gran Premio d’Australia.

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