Una nuova 499 per vincere ancora a Le Mans
in
Formula1
- Magari è un sogno impossibile, ci mancherebbe.
Però, osservando la nuova livrea della 499, la unica Ferrari vincente dell’era John Elkann, mi sono trovato costretto a pensare alcune cose.
La prima.
Ogni brand ha una sua storia, ogni azienda ha un suo momento seminale. Giustamente noi contemporanei identifichiamo l’anima corsaiola del Cavallino nella F1, eppure è vero che la leggenda cominciò sulle strade della 24 Ore di Le Mans.
La seconda.
La Ferrari ha vinto le ultime tre edizioni della maratona francese. Ok, ok, sono d’accordo: baratterei anche io un paio di quei successi con un titolo iridato nei Gran Premi. Però, onore al merito: al netto di ogni distopica narrazione sul Bop, e’ evidente che a Maranello ci sono tuttora persone che, con l’aiuto di Dallara eccetera, ancora sanno confezionare automobili vincenti.
La terza.
Antonello Coletta, l’italianissimo leader della squadra Rossa per Le Mans, mi ha confidato che il suo sogno proibito è eguagliare le sei vittorie consecutive del Drake a Le Mans. E’ una buona cosa darsi come limite il cielo. E siamo appena a metà del cammino.
La quarta.
Dopo di che, è inutile fare i finti tonti. Nel caso la SF26 si rivelasse un flop, a chi John Elkann potrebbe lanciare un disperato SOS, se non al vincente che ha in casa, cioè Coletta? Poi, vabbè, Antonello non si è mai occupato di F1, non ama la materia, ha già allontanato l’amaro calice in passato, ma un indizio è un indizio e poi andate avanti voi, non debbo essere l’unico ad aver letto Agatha Christie.
La nuova 499 è bellissima.
La SF26 mica è brutta da vedere.
Ma come diceva il Fondatore, una macchina è bella quando vince.
Con o senza Coletta.
